Jovanotti: “Non tolgo la mia musica da Spotify, ma le grandi piattaforme non sono neutrali”

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“Le grandi piattaforme tipo Spotify ecc. sono editori a tutti gli effetti, sebbene sbandierino una neutralità nei fatti finta oltre che impossibile e si dichiarino editori solo quando gli fa comodo” con queste parole Jovanotti entra nella diatriba tra Neil Young (e da ieri anche Joni Mitchell), Spotify e Joe Rogan.

Il cantautore americano nei giorni scorsi ha ritirato la propria musica dalla più popolare delle piattaforme per l’ascolto della musica in streaming, in protesta contro il podcast di Joe Rogan che, secondo lui, porta avanti una pericolosa controinformazione sulla questione dei vaccini. Jovanotti, più che dare ragione a una delle parti in causa, commenta la situazione di Spotify: “È importante sapere – risponde a un utente – che non può esistere neutralità quando sei una piattaforma globale che utilizza algoritmi e compone una homepage, percorsi guidati e playlist”.

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Proprio su questo argomento la piattaforma, in risposta alla lettera di Neil Young, inviata al proprio manager ma pubblicata (salvo poi essere rimossa poco dopo) sui propri canali social, aveva specificato la difficoltà nell’equilibrare “la sicurezza per gli ascoltatori e la libertà degli autori”. Jovanotti in altre risposte nella discussione nata su Twitter questa mattina ci tiene a chiarire quanto l’unica soluzione a faccende di questo tipo sia “Usare la testa e farlo con il cuore. Studiare, ascoltare, immaginare, leggere, sentire. Non vedo altra prospettiva sana e percorribile nel mondo connesso globale social web digital algoritmico free noquesto e noquestaltro”. Alla domanda di un utente se avrebbe tolto anche le sue canzoni da Spotify Lorenzo ha risposto: “No, tra l’altro Joe Rogan ha delle puntate strepitose (quella con Tarantino, Dave Chapelle, Oliver Stone, Michael Pollan e altre) ed altre noiosissime. #NeilYoung è un artista enorme.
Spotify è un editore di contenuti. La scelta resta di chi ascolta e usa la testa”.

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C’è anche chi usa l’ironia come arma, è il caso di James Blunt che scrive: “Se Spotify non si rimuove immediatamente Joe Rogan, pubblicherò nuova musica sulla piattaforma”.

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