Juventus, Allegri: “Champions obiettivo minimo, con Giuntoli e Manna rapporto ottimo”. A Udine Kean non ci sarà

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TORINO — La mancata partecipazione alla Champions, “conquistata sul campo” ci tiene a sottolineare Massimiliano Allegri, sarà un vantaggio soltanto se la Juventus riuscirà a “trasformare l’amarezza in rabbia”. Dovrà farlo già da domenica in trasferta a Udine, altro punto dolente della passata stagione: “La differenza tra noi e il Napoli è stata soprattutto nei match fuori casa, loro hanno conquistato 45 punti, noi 30”. Tiene il profilo basso Allegri, scottato dalle ultime stagioni in cui, nonostante la penalizzazione della passata abbia inciso molto sul risultato finale, la Juventus non è riuscita a fare quello per cui si prepara da sempre, cioè vincere: “L’obiettivo sarà lavorare bene con la squadra e ottenere i risultati, la Juventus quando parte lo fa puntando il massimo. L’obiettivo minimo è tornare a giocare la Champions“.

Il mercato e il precampionato della Juventus

L’avvicinamento all’inizio della stagione è stato decisamente positivo in campo, con prestazioni convincenti nonostante “il calcio d’estate è fine a se stesso”, mentre sul mercato i mancati introiti della Champions hanno condizionato le trattative, ultima quella saltata con il Sassuolo per il trasferimento di Berardi. Ma se il mercato resterà aperto fino al 1° settembre, per il campo già a Udine ci saranno le prime valutazioni oggettive: “Quando arriva la prima partita c’è sempre curiosità da parte di tutti. Ogni volta che siamo all’inizio della stagione, con lo staff valutiamo le caratteristiche dei giocatori. Una cosa che sicuramente c’è, si nota e va mantenuta, è l’entusiasmo. Ma per farlo dobbiamo ottenere risultati. Vogliamo giocare quest’anno per arrivare di nuovo in Champions, anche se l’anno scorso l’abbiamo conquistata”. Sul mercato, invece, Allegri delega tutto alla dirigenza: “Siamo contenti, credo che non ci saranno modifiche. Poi da qui al 2 settembre cambiano tante cose, bisogna anche capire chi tenere e chi far partire per consentirgli di giocare, per capire quale percorso sia il migliore. Con Giuntoli c’è un ottimo rapporto, sia con lui che con Manna. Stanno lavorando bene, si è ambientato bene, ha trovato un ottimo gruppo di lavoro”.

Vlahovic, Pogba e Chiesa: il punto

La coppia in attacco dovrebbe essere ancora quella vista a Cesena contro l’Atalanta, formata da Chiesa e Vlahovic, anche se Milik sta bene a differenza di Kean, che non partirà per il Friuli a causa di un colpo preso in allenamento. Di sicuro i due ex viola partono con aspettative maggiori rispetto alla passata stagione, in cui gli infortuni hanno condizionato il loro rendimento: “Chiesa è tornato rispetto all’anno scorso con più consapevolezza, più serenità dopo l’infortunio, e ha una gamba diversa. Vlahovic ha passato momenti difficili per la pubalgia, sta meglio perché ha saltato parte della preparazione ma sabato con l’Atalanta ha fatto bene. Abbiamo Milik, Kean, che non sarà a disposizione, Yildiz che arriva dal settore giovanile ed è un bravo giocatore. Sono molto contento”. Dubbi sulla possibile convocazione di Pogba, tornato al gol in amichevole contro l’Alessandria e ormai stabilmente in gruppo: “Sono contento per gli ultimi giorni, per la partitella con l’Alessandria. Paul è un giocatore diverso dagli altri, purtroppo ha avuto un infortunio e viene da un anno e mezzo di inattività. Averlo a disposizione sarebbe un bel vantaggio per noi. Si spera che non abbia più intoppi”.

La griglia scudetto di Allegri

Inevitabile tornare a parlare di scudetto, visto che Allegri potrà preparare una partita ogni sette giorni a differenza delle concorrenti, che dovranno onorare anche gli impegni in coppa. Senza nominare la Juventus, Allegri ha ben chiaro il ruolo di favorita: “Chi vince è favorito, quindi il Napoli. L’Inter è forte, il Milan e la Lazio anche. È ancora tutto da vedere, non abbiamo ancora iniziato. Magari tra qualche domenica saremo più precisi. Una cosa che dobbiamo migliorare sono le partite in trasferta, tra noi e il Napoli ci sono stati 15 punti di differenza. La mancata Champions? Non so se vantaggio o svantaggio, lo vedremo. Tecnicamente cambia il modo di lavorare, avremo più tempo per preparare le partite. Non giocare la Champions ci amareggia, c’è dispiacere perché il club è abituato alla Champions”.

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