Juventus-Inter 0-1: decide Calhanoglu con un rigore fatto ripetere

Pubblicità
Pubblicità

TORINO – La Juventus ha dato ragione ad Allegri: non vincerà la scudetto, perché qualcuno arriverà agli 80 punti che al massimo può raggiungere ma soprattutto perché nella sua disastrosa stagione non ha battuto neanche una delle prime quattro in classifica, e non è nemmeno andata vicina a farlo. E allora in corsa resta l’Inter, per il cosa ma non per il come, per il peso del risultato ma non per il suo aspetto: ha vinto il derby della mediocrità facendo leva su quell’unico episodio lungo 5’, il rigore di ?alhanoglu che alla fine è valso più dei tanti attacchi juventini, più della traversa del primo tempo (praticamente un autopalo di Handanovic dopo un’uscita sconsiderata) e del palo di Zakaria nel secondo, più dei 22 tiri (ma quanti veramente pericolosi?) a 5, più della superiorità marcata sul territorio. Ma è come se la Juve avesse restituito in un colpo solo tutti i privilegi di tante partite vinte senza meritarle, esattamente come l’Inter ha vinto questa. Se è guarita dalla crisi, però, ieri sera non s’è visto.

<<La cronaca della gara>>

Alla fine resteranno le polemiche infinite, le correzioni del var ai tentennamenti di Irrati e la modestia del confronto tra due formazioni che hanno provato a giocarsela all’europea, mettendo il ritmo a ferro e fuoco e il piede teso ogni volta che c’era il pallone di mezzo, e pure quando non c’era. Il problema è che a certe velocità e a questa intensità le due squadre che ci hanno rappresentato negli ottavi di Champions non riescono ad abbinare una qualità di gioco di un livello almeno decente, cosicché questa sorta di semifinale scudetto è diventata una battaglia di fisico e e nervi e rincorse senza però traccia di armonia e geometria: o abbiamo il ritmo, o abbiamo il gioco. Si tratta di scegliere. Ha un senso che la partita sia stata risolta da un episodio confuso.

Nella mediocrità la Juve è stata senz’altro migliore, lei dei cenni di gioco ne ha offerti, qualche giocata di qualità con i quattro attaccanti l’ha proposta e se vogliamo anche un’idea strategica, con il lavoro dei tre trequartisti alle spalle di Vlahovic, la distanza ridotta tra i reparti e la forza nel pressing di Rabiot mentre l’Inter è come se avesse giocato chiedendo una grazia ai suoi giocatori respingenti, Brozovic e Skriniar più di ogni altro, nonché al palo su cui s’è infranto un destro dal limite di Zakaria a un quarto d’ora dalla fine. Di sicuro nessuno aveva fatto un ex voto per Handanovic, che se l’è cavata pur essendo andato a farfalle per tutta la partita.

L’Inter ha fatto tesoro dell’episodio, giovandosi della dabbenaggine di coppia di Alex Sandro e Morata e del loro inutile fallo su Dumfries, che sul bordo destro dell’area non stava dando fastidio a nessuno. I nerazzurri hanno difeso quel minuscolo e inatteso vantaggio con lucidità e solidità, ma anche prima avevano comunque contenuto nei limiti dell’accettabile la spinta della Juve, che ha sempre avuto la partita in mano senza però mai dare la sensazione di potersela mettere in tasca. Nella ripresa i ritmi sono precipitati (no, nel nostro campionato non li si regge per più di 45’) e questo tutto sommato ha fatto il gioco dell’Inter e delle sue operazione di sbarramento e arroccamento, visto che la Juve ha scodellato cross e palloni con volontà e senza lucidità, mentre gli uomini migliori lentamente sfiorivano (Dybala ha fatto la solita partita a metà) e Vlahovic ha dimostrato, come in Champions, di non essere ancora all’altezza della situazione. L’ha vista poco, s’è innervosito spesso, Allegri comincerà ad addestrarlo in vista dell’anno prossimo.

Juventus-Inter 0-1 (0-1)
Juventus (4-2-3-1):
Szczesny; Danilo, De Ligt, Chiellini, Alex Sandro (28′ st De Sciglio); Locatelli (34′ pt Zakaria), Rabiot (40′ st Arthur); Cuadrado (40′ st Bernardeschi), Dybala, Morata (28′ st Kean); Vlahovic All. Allegri.
Inter (3-5-2): Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Bastoni; Dumfries (14′ st Darmian), Barella, Brozovic (33′ st Gagliardini), Calhanoglu (33′ st Vidal), Perisic; Dzeko (46′ st Gosens), Lautaro (14′ st Correa) All. Inzaghi.
Arbitro: Irrati di Pistoia.
Reti: nel pt 50′ rig. Calhanoglu
Angoli: 8-1 per la Juventus.
Recupero: 5′ e 5′.
Ammoniti: Lautaro, Rabiot, Locatelli, Morata, Cuadrado, Skriniar, Perisic, Calhanoglu per comportamento non regolamentare.
Spettatori: 40.093 per un incasso di 4.054.150,00 euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source