Juventus la metamorfosi di Ronaldo a 35 anni non piu solo gol con Pirlo e giocatore ovunque

Juventus, la metamorfosi di Ronaldo a 35 anni: non più solo gol, con Pirlo è giocatore ovunque

La Republica News
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TORINO – C’è un numero che spiega Ronaldo meglio di qualsiasi altro, e non è quello dei gol che segna, che sono otto in quattro partite e un pezzetto, uno ogni 47′. Il numero che conta è 84, ovverosia i palloni toccati da Cristiano contro il Cagliari, una quantità per lui abnorme, visto che in genere è abituato a gestirne la metà o poco più: limitandosi a questo campionato, erano stati 51 con la Sampdoria, 43 con la Roma e 44 con la Lazio, le altre tre partite che ha giocato da titolare. Di quegli 84 palloni, 59 li ha smistati ai compagni e anche questo è un dato molto significativo: nei primi due anni alla Juventus, la sua media di passaggi a partita è stata di 33.3 nella prima stagione e di 36.5 nella seconda, con Sarri. E in Champions è stata anche più bassa. Significa che sabato sera Ronaldo ha dialogato coi colleghi il doppio di quanto faccia di solito e anche di quanto facesse al Real Madrid (anche lì, la media ha sempre ondeggiato attorno ai 30 passaggi a partita) e quindi che nel modo di giocare di CR7 c’è qualcosa di nuovo, addirittura di profondamente diverso.
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di Marco Gaetani 21 Novembre 2020

Pirlo sta provando a cambiare Cristiano, anche se sembra assurdo farlo con un giocatore di 35 anni che se n’è sostanzialmente sempre infischiato delle richieste tattiche degli allenatori. Figurarsi delle pretese. Però forse Ronaldo riconosce a Pirlo lo status di fuoriclasse, lo accredita di un livello degno del suo e quindi, evidentemente, quando parla lo sta ad ascoltare come ha fatto con pochi altri, forse solo con Zidane e Ancelotti (oltre a Ferguson, che lui considera un secondo padre), guarda caso anche loro ex campioni. Sia come sia, Pirlo è riuscito a convincere Ronaldo a uscire dalla sua comfort zone, dalla porzione di campo nella quale si sente maggiormente a proprio agio, quel centro-sinistra da cui parte in diagonale per affettare l’area, cercando l’azione individuale o lo scambio col il centravanti-perno, funzione sublimata da Benzema.
Invece adesso fa la punta-punta, attacca frontalmente, spesso scambia la posizione, oltre che il pallone, con Morata (funzionerebbe lo stesso con Dybala?) ed è molto più coinvolto nella manovra, come dimostrano le statistiche. “L’importante è i giocatori tocchino il numero di palloni più alto possibile e che lui lo faccia nelle zone di campo in cui può essere devastante”, spiega Pirlo. Infatti c’è un altro dato molto significativo: Ronaldo sta tenendo la media realizzativa più alta da quando è in Italia, ma questo nonostante abbia diminuito il numero dei tiri in porta. Ha “esagerato” solo con la Sampdoria (9 conclusioni), ma poi ha tirato 4 volte con la Roma (2 gol), due volte con lo Spezia (altri due), 5 con la Lazio (una rete) E 4 con il Cagliari (di nuovo una doppietta). Ha dunque segnato, in queste ultime quattro gare, poco meno di un gol ogni due tentativi, una media del tutto insolita per lui che non di rado arriva a calciare a rete 10-15 volte a partita, ovviamente senza segnare di conseguenza.”Gli abbiamo spiegato come vorremmo che si muovesse e lui ci ha dato grande disponibilità”, dice Pirlo con la massima naturalezza, come se non sapesse di tutti i tentativi falliti dai suoi predecessori, a cominciare da Sarri e Allegri, nel chiedere a Ronaldo qualcosa che fosse minimamente diverso da quello che Ronaldo pretendeva. Soltanto in nazionale Cristiano si è sempre calato con umiltà nelle necessità tattiche della squadra, forse per amor di patria: evidentemente Pirlo è riuscito a vellicargli qualche sentimento analogo. A 35 anni, è un Ronaldo diverso.


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