Kim Jong-un alza il tiro: missile a medio raggio lanciato nel mar del Giappone

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In questo inizio di 2022 non sembra conoscere fine la serie di test missilistici intrapresa dalla Corea del Nord. Ma stavolta, alla settima sessione dall’inizio di gennaio, il livello della provocazione del regime di Pyongyang si è alzato, in una escalation che ha indotto il presidente sudcoreano Moon Jae-in a intervenire pubblicamente per chiedere all’omologo del nord Kim Jong-un di smetterla e tornare al dialogo.

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E’ accaduto che la Corea del Nord ha lanciato nel mar del Giappone un ordigno più potente dei recenti precedenti. Secondo fonti ufficiali giapponesi, il missile è partito da una località interna nordcoreana, ha raggiunto un’altezza di 2 mila chilometri, in circa 30 minuti di volo ha percorso 800 per inabissarsi in mare a ridosso dell’area di competenza economica esclusiva di Tokyo.

Dati che lo identificano come missile balistico a medio raggio, il più potente esibito da Pyongyang da quando Biden, il vero destinatario del messaggio secondo gli osservatori, è diventato presidente degli Stati Uniti. Ma anche come il missile col maggior raggio d’azione testato dalla Corea del Nord dal 2017, anno in cui furono testati tre razzi ICBM (missile balistico intercontinentale) con l’intenzione di dimostrare agli Usa che Pyongyang aveva ormai raggiunto il potenziale per colpirli sul loro territorio.

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Sussessivamente Kim impose un’automoratoria sulla sperimentazione sui missili a lungo raggio, gesto distensivo in vista del dialogo avviato e poi fallito con Trump nel 2019. Alla luce dell’ultimo test il presidente sudcoreano Moon ha affermato che la Corea del Nord è a un passo dal fare definitivamente carta straccia di quella moratoria e tornare a pieno ritmo alla sperimentazione di armi nucleari e missili a lungo raggio.

La rinnovata esibizione di muscoli sarebbe, a detta degli analisti, il solito vecchio copione di Kim: mettere pressione all’America con l’obiettivo di scuotere Biden e indurlo alla ripresa dei colloqui sulla denuclearizzazione e il disarmo per arrivare a un’attenuazione delle sanzioni che gravano sul regime di Pyongyang, i cui effetti sono stati inevitabilmente acuiti dalla pandemia.

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