Kipchoge domina la maratona: per lui due ori come Bikila e Cierpinski

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SAPPOROEliud Kipchoge si conferma il padrone della maratona mondiale e dopo la vittoria di Rio 2016 conquista da dominatore anche l’Olimpiade giapponese di Sapporo. La gara corsa nel solito caldo umido e soffocante della capitale dell’Hokkaido è stata un monologo: il 36enne kenyano ha lasciato sfogare i rivali fino al trentesimo chilometro. Poi ha salutato la compagnia e si è involato fino al traguardo, tagliato a braccia alzate in 2:08’38”. Kipchoge è il terzo atleta al mondo a realizzare la doppietta olimpica consecutiva dopo Abebe Bikila (’60 e ’64) e il tedesco dell’est Waldemar Cierpinski (‘76 e ’80).

Dietro di lui, il vuoto. Il secondo, l’olandese Abdi Nageeye, è arrivato a 1 minuto e 22 secondi che ha battuto in volata il belga Bashir Abdi. Eyob Faniel è stato il migliore degli azzurri con un 20esimo posto con un tempo di 2:15’11. “Ho corso benissimo fino al 25esimo chilometro, pensavo fosse la mia giornata. Poi mi sono venuti i crampi e me li sono tenuti fino al traguardo – ha detto appena dopo l’arrivo -.  Ho stretto i denti e sono andato avanti per le tante persone che mi stavano guardando.  Ci vediamo a Parigi tra tre anni. Complimenti a Kipchoge, ha fatto la storia”. Ottima anche l’Olimpiade del 39enne Yassine el Fathaoui – il maratoneta per caso e metalmeccanico in aspettativa della Fornovo Gas di Traversetolo – che ha controllato nella prima parte di gara per risalire nella seconda parte fino al 47esimo posto.

La gara ha rispettato il copione atteso. Pronti, via. Con i soliti 27 gradi e un tasso di umidità vicino al 75% a dare il benvenuto ai corridori. Qualche atleta in cerca di un po’ di visibilità a cercare inquadrature davanti al gruppo ma subito dietro il gruppetto dei tre kenyani a vigilare. La selezione è stata da subito darwiniana: al quinto chilometro il gruppetto di testa – con Rachik e Faniel – è passato in 15’17, con un passo da 3’03 al km., gli ultimi hanno già più di un minuto di distacco.

Faniel è spuntato nella prima parte del gruppo attorno al settimo chilometri, spugnandosi testa e braccia. Il ritmo è sceso a 3’02 al km tra il decimo e il 15esimo chilometro e poco dopo Rachik – condizionato da una preparazione molto complicata per i problemi a ottenere l’idoneità sanitaria, con il pass olimpico arrivato solo tre settimane fa – ha iniziato a perdere terreno. A metà gara al comando si è formata una pattuglia di una trentina di corridori con l’atleta azzurro molto nascosto nelle ultime posizioni di questo gruppo. La vera gara però non ancora iniziata. Il caldo ha già fatto sentire i suoi effetti con il passo rallentato di 13 secondi al chilometro. Tra gli etiopi davanti è rimasto solo Desisa.

La svolta è arrivata subito dopo il 25esimo chilometro. Kipchoge è passato in testa. Il tridente keniano si è schierato al comando al gran completo. E in questa scrematura, purtroppo, un passo alla volta anche Faniel ha iniziato a perdere terreno. La parata africana è durata fino al 30esimo km. quando il capitano della squadra ha deciso di darci un taglio e ha allungato di nuovo a un passo da 2’55 al chilometro impossibile da reggere per gli avversari e ha scavato un baratro. Gli ultimi 15 chilometri sono stati una passerella solitaria, condizione cui si è abituato nei tentativi di record che l’hanno portato ad abbattere il muro delle due ore in maratona in una gara non ufficiale a Vienna. 

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