Kobe Bryant, scontro in tribunale: la moglie Vanessa fa causa per le foto dei resti, chiesta perizia psichiatrica

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Vanessa Bryant decisa a ottenere giustizia per lo “stress emotivo” patito, e la contea di Los Angeles che risponde chiedendo una valutazione psichiatrica per la donna. “Una richiesta crudele”, secondo i suoi legali. La vedova di Kobe Bryant ha fatto causa per le immagini dei resti umani trovati nell’area dello schianto dell’elicottero su cui viaggiavano il marito e la figlia Giann scattate e condivise da alcuni soccorritori.

Kobe Bryant con la figlia Gianna 

Nella sua deposizione del 12 ottobre, Vanessa Bryant – che lo scorso 18 marzo aveva pubblicato su Instagram documenti e nomi degli agenti coinvolti – ha rivissuto la giornata dell’incidente: era a casa con due dei figli – ha raccontato – quando intorno alle 11.30 del mattino un collaboratore della famiglia aveva bussato alla porta comunicando l’incidente, precisando però che c’erano cinque sopravvissuti. Vanessa aveva quindi chiesto se Kobe e Gianna erano fra questi ma l’assistente le aveva risposto di non sapere nulla. Mentre cercava di contattare il marito, la donna aveva iniziato a ricevere notifiche sul cellulare con ‘R.I.P. Kobe’, riposa in pace Kobe.

Prima ancora che la notizia le fosse comunicata ufficialmente, Vanessa Bryant era corsa in aeroporto nel tentativo di salire su un elicottero che le trasportasse sul luogo dell’incidente ma era stata respinta perché le condizioni meteorologiche non garantivano la sicurezza. Vanessa era quindi salita in auto con un manager dei Lakers e aveva raggiunto il luogo dell’incidente: quando le avevano comunicato la notizia della morte aveva esplicitamente chiesto di assicurarsi che nessuno scattasse foto. La vedova quindi ha raccontato in aula di aver prelevato dall’area gli abiti di Kobe e Gianna: “Se i loro vestiti sono rappresentative delle condizioni dei loro corpi, non posso immaginare come qualcuno possa essere così perfido e diffondere le immagini come se fossero animali sulla strada”.

La deposizione arriva in un momento cruciale dello scontro, con la contea di Los Angeles che ha chiesto appunto valutazioni mediche e psichiatriche indipendenti di Vanessa Bryant e gli altri che hanno fatto causa alle autorità per stress emotivo. “Quando i servitori pubblici violano la privacy e i diritti costituzionali dei cittadini che hanno giurato di difendere – è stato il commento degli avvocati della donna – le vittime devono attraversare le fosse caudine per cercare giustizia. Siamo difronte a una richiesta crudele”.

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