“Korra” resterà sul Cerro Torre: impossibile recuperare il corpo dell’alpinista disperso in Patagonia

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Corrado Pesce detto “Korra” non tornerà in Italia. Non sarà, infatti, possibile recuperare il corpo dell’alpinista di origine novarese morto sulla parete est del Cerro Torre durante una spedizione che lo aveva portato ad aprire una nuova via su una delle vette più difficili della Patagonia argentina, insieme con Tomas Aguilò.

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L’alpinista, che viveva a Chamonix da anni e lavorava come guida alpina, era partito dal campo base il 26 gennaio per la scalata. Il 28 i due sono stati travolti da un’enorme scarica di ghiaccio e sassi che ha ferito gravemente entrambi. “Korra”, come tutti conoscono Corrado Pesce, è rimasto bloccato in quota: le ferite non gli hanno consentito di scendere verso valle per raggiungere i soccorsi, come invece ha potuto fare il compagno, che prima di allontanarsi ha provato a metterlo al sicuro nel “box degli Inglesi”, un piccolo riparo costruito da alpinisti britannici nel 1980.

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Già a  poche ore dall’incidente, tuttavia, i soccorritori avevano perso le speranze di poter ritrovare vivo l’alpinista italiano rimasto esposto alle temperature rigidissime della montagna per troppo tempo. Le ricerche, da svolgere in una zona molto pericolosa e bersagliata di continuo da scariche di ghiaccio e sassi, erano state sospese, poi erano riprese nel tentativo di raggiungere lo scalatore.

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“Korra” era stato individuato con l’aiuto di un drone, ma nove diversi tentativi di raggiungerlo sono falliti il 4 febbraio, quando una finestra di bel tempo aveva permesso ai soccorritori di alzarsi in volo con l’elicottero. Durante quei sorvoli sono state avvistate le attrezzature di Korra e del compagno, sono state viste le funi, il cibo liofilizzato, lo zaino ma non c’era più traccia dei resti di Corrado.

Le previsioni con tempo di nuovo brutto, relative alle prossime due settimane, non consentiranno nuovi tentativi di ricerca. “E’ troppo pericoloso – conferma la sorella di Corrado Pesce, Lidia – Korra non tornerà a casa. E’ uno strazio”.

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