Kosovo, guerra delle targhe: il governo rinvia le multe di altre 48 ore

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Il governo del Kosovo ha deciso di rinviare di 48 ore l’inizio dell’applicazione della multa di 150 euro, prevista a partire da oggi per i titolari di automobili non ancora reimmatricolate con la sostituzione della targa serba con quella kosovara. Lo ha annunciato stamattina il premier Albin Kurti, che ha accolto una richiesta al riguardo dell’ambasciatore americano a pristina Jeff Hovenier.

“Ringrazio l’ambasciatore Hovenier per la sua dedizione e il suo impegno. Accetto la sua richiesta per un rinvio di 48 ore nell’imposizione di multe con targa illegale”, ha scritto Kurti su Twitter. “Sono felice di lavorare con gli Stati Uniti e con la Ue per trovare una soluzione nei prossimi due giorni”, ha aggiunto. 

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Ieri si era concluso con un nulla di fatto un incontro a Bruxelles fra lo stesso premier kosovaro Kurti e il presidente serbo Aleksandar Vucic. Dopo otto ore di colloqui con la mediazione dell’Alto rappresentante Ue Josep Borrell e dell’inviato speciale europeao Miroslav Lajcak non era stato raggiunto un accordo sulla questione delle targhe.

La missione congiunta di Tajani e Crosetto

Il ministro degli Esteri Italiano Antonio Tajani e quello della Difesa Guido Crosetto sono arrivati in Serbia, in attesa di visitare anche il Kosovo per scongiurare un’escalation tra i due Paesi dovuta alla “crisi delle targhe”, dove hanno incontrato il presidente della Repubblica Aleksandar Vucic. Le delegazioni si sono incontrate a Palazzo Serbia, una delle sedi della presidenza serba. Al bilaterale erano presenti anche il ministro degli Esteri e vice primo ministro, Ivica Dacic, e quello della Difesa, Milos Vucevic. Nell’incontro si è parlato “di un possibile incontro multilaterale di rappresentanti di governi dei Paesi dei Balcani che potrebbe svolgersi a Roma” e “da Vucic abbiamo visto grande volontà di collaborare e di dialogo sulla questione migranti e sull’allentare le tensioni” con il Kosovo, ha riferito il titolare della Farnesina in un punto stampa dopo il colloquio a Belgrado.

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