L e storie di chi fugge in lacrime: “Per giorni sotto le bombe, ora abbiamo perso tutto”

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Si è aperto il corridoio umanitario per evacuare le persone rimaste a Mariupol e Karkhiv anche durantei tremendi bombardamenti e ora emergono i racconti di chi è rimasto nelle case e poi nei rifugi per giorni, fino a che, persa la casa, senza cibo e acqua, non poteva più nemmeno fuggire fino all’apertura dei corridoi umanitari. Valeoii Petrovich Sorokin, 66 anni, non voleva lasciare la sua casa fuori Kharkiv. Soffre di artrite, ma un mese dopo l’inizio della guerra, quando le bombe russe cadevano intorno a lui, la sua famiglia lo a costretto a seguirlo in Polonia. Racconta della figlia di amici, una bambina che ha perso la parola per la paura e del fratellino che ha ora per lo steso motivo ha i capelli grigi. Alena Kogemiakiva, 25 anni, racconta di essere fuggita con le poche cose che ha consé, ma non ha rinunicato a portare i due piccoli topi che mostra nello zaino. Tatiana Victorovna Dumskava, un’insegnante di scuola, ha detto di aver aspettato fino al 22 marzo per lasciare Mariupol. Poi quando rimanevano a lei e al marito solo pochi sorsi d’acqua hanno deiso di fuggire: “Siamo andati via sotto le bombe, è stato spaventoso”. Da quando la Russia ha invaso il suo vicino a febbraio. Il 24, il numero di persone in fuga dall’Ucraina è salito a oltre 4 milioni secondo i numeri dell’UNHCR.

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