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La belga Solvay vuol lasciare la soda prodotta a Rosignano. La paura dei 430 operai

La Republica News
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MILANO – Solvay, multinazionale Belga che dal 1913 produce in riva al mare a Rosignano, in provincia di Livorno, soda da bucato, sta per «organizzare l’attività in una struttura legale separata, per rafforzare trasparenza e responsabilità, e aumentare la flessibilità strategica futura».

Poiché il gruppo fa soda da 150 anni, e dal “processo Solvay” brevettato deriva il 90% della soda mondiale, è come se Ibm societarizzasse la produzione di computer. La notizia, sparsa tra i conti 2020 (chiusi con utile netto in calo del 42,5% a 618 milioni, e l’annuncio di 500 tagli ai dipendenti), inquieta i 430 dipendenti di Rosignano. Una volta erano 2.500, e intorno a loro Solvay costruì una parte del borgo che ne porta il nome. Ma produrre soda ha impatti ambientali: specie se scarichi i rifiuti a riva (e l’italiano è l’unico dei cinque impianti chimici di soda Solvay a non prevedere trattamenti per le scorie).

Da anni ambientalisti e accademici criticano gli effetti su acque e litorale di 250 mila tonnellate l’anno di “solidi sospesi”, una polvere minerale che contiene metalli pesanti come mercurio, cadmio, cromo, nichel, e nel tempo ha tolto di mezzo la flora marina intorno, creando le “Spiagge bianche”, versione industriale dei Caraibi. Ma dove non potè il conflitto capitale-lavoro, potrebbero gli investimenti sostenibili basati sui criteri Esg (Ambiente, sociale, condotta). Solvay, se per il 30,8% è della famiglia fondatrice, è per il 69,2% degli investitori istituzionali, presenti anche in forza del suo impegno a ridurre gli effetti ambientali.

Tra i primi 20 soci ci sono grandi nomi (Blackrock, StateStreet, Vanguard, Fidelity), che investono con fondi “Esg”. Tuttavia l’azionista critico Bluebell ha messo in scacco quella che ritiene una delle tante forme di “greenwashing” recenti. «L’annuncio è una chiara indicazione che Solvay sente di dover trovare una soluzione per l’impatto ambientale generato – dice Giuseppe Bivona, patron di Bluebell, che ha presentato un esposto alla procura di Livorno per fermare gli scarichi . Cedere l’attività trasferirebbe solo le responsabilità.

Solvay si assuma la responsabilità di bonificare il danno ambientale e rendere la produzione eco-sostenibile». Bluebell ha una sola azione Solvay e dice di agire «per sensibilizzare l’opinione pubblica». Per mesi ha scritto all’azienda, ad alcuni fondi e a Msci, che ha dato a Solvay un rating Esg AAA. L’azienda ha più volte detto di rispettare tutte le norme e gli standard, Dal 2019, anzi, la nuova ad Ilham Kadri ha puntato forte sulla sostenibilità, lanciando la strategia decennale Solvay one planet.



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