La bellezza del caos: Francisco Goya nella collana “Genio e follia”

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Genio precoce e prolifico, raffinato pittore della corte spagnola, dei reali e dei nobili e dei loro svaghi, ma anche precursore, con le celebri incisioni dei Caprichos e le sue Pinturas negras, di quella pittura indagine della mente che sarà caratteristica della piena modernità, Francisco Goya è pittore conosciutissimo, la cui vita e opera riserva ancora però molti punti oscuri e aperti all’indagine.Per raccontare sotto una luce nuova questo artista straordinario, tra i grandi della pittura europea di ogni tempo, arriva in edicola con Repubblica (a 14,90 oltre il prezzo del quotidiano), e in vendita in digitale a soli 4,99 euro, Francisco Goya. Genio e follia, il quinto volume – dopo quelli dedicati a Van Gogh, Caravaggio, Much e Leonardo – della collana diretta da Vittorino Andreoli, che una volta al mese, fino a settembre, propone un volume dedicato a un maestro del colore. Un progetto editoriale rivolto a chi ama la pittura e a chi si interessa dei disturbi della mente, ma anche a chiunque voglia approfondire la vita e le opere degli artisti nella complessità che le caratterizza: una complessità in cui due polarità estreme, il genio e la follia, spesso convivono. Vittorino Andreoli firma, come sempre, la prefazione del volume mentre l’approfondimento storico artistico e il profilo psicologico sono affidati alla storica dell’arte Rosanna Cioffi.

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Pittore dalle capacità introspettive non comuni (Vittorino Andreoli nota come i suoi ritratti dei componenti più giovani della famiglia reale spagnola siano “una vera psicologia infantile dipinta”), Goya attraversa nel corso della sua esistenza due periodi di malattia, che cambiano profondamente il suo stile pittorico: Hans Prinzhorn, lo psichiatra che promosse l’attività pittorica dei malati di mente, chiamava questi cambiamenti  Stilwandel.  Colpito nel 1792, a 46 anni, da sordità, il pittore si chiude in se stesso: da questo periodo di isolamento e depressione nasceranno alcuni dei suoi capolavori più noti: Il sabba delle streghe, La lampada del diavolo, Il sonno della ragione genera mostri. Dopo un lungo periodo di recupero dalla sordità, le sue condizioni psico-fisiche si aggravano di nuovo dopo il 1819: il pittore si ritira lontano da Madrid, in una casa sul fiume al di là del Manzanarre, e lì dipinge in totale isolamento.

“Le nuove opere perdono così una possibile valenza pubblica e manifestano invece un mondo interiore che ha bisogno di uno stile inedito, lontano da quello che aveva caratterizzato i periodi precedenti: basti pensare a Saturno che divora i suoi figli, a Il pellegrinaggio alla fonte di Sant’Isidro, a Due vecchi che mangiano zuppa” scrive ancora Andreoli, analizzando quella “percezione negativa e drammatica, propria della depressione melancolica, che qui va oltre il bisogno della morte individuale e giunge alla distruzione del mondo, poiché non c’è nulla che si possa salvare”: sono le Pinturas negras, la vetta terribile di Goya, che nella sua lunga vita di pittore – raccontata con passione da Rosanna Cioffi – ha conosciuto il lusso delle corti, l’eros di donne celebri come la contessa D’Alba, la gloria di essere il pittore più celebrato di Spagna – e che tuttavia ha scrutato nel caos e nel vuoto dell’esistenza umana, traendone opere uniche.

Caravaggio, il folle che cambiò la pittura. Esce il nuovo volume della collana “Genio e Follia”

Ecco le prossime uscite: Schiele (22 marzo 2022), Ligabue (22 aprile 2022), Dalì (20 maggio 2022), Kahlo (22 giugno 2022), Arcimboldo (20 luglio 2022), Mondrian (23 agosto 2022), Basquiat (20 settembre 2022).

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