La burocrazia lumaca blocca il drive in dei tamponi rapidi

La burocrazia lumaca blocca il drive in dei tamponi rapidi

La Republica News
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MILANO — I tendoni li hanno montati tre settimane fa dopo che da Roma era arrivato un ordine ad alta priorità: sono lì, in sequenza, lungo il percorso disegnato nella spianata di cemento da un new jersey di plastica che forma una elle. All’interno della “galleria” dove possono entrare sei automobili per volta — tampone a risposta rapida sia per il guidatore sia per il passeggero — ecco i desk di legno e le panchine riservate al personale sanitario. Ma non si è ancora vista un’anima. Né medici, né infermieri né macchine.«Noi siamo pronti da giorni — spiega il colonnello dell’Aeronautica militare, Alberto Di Carlo —. Aspettiamo che arrivi l’ok e possiamo partire». È la grande postazione drive-through allestita dall’Aeronautica dietro l’aeroporto di Linate, nella sede del Centro logistico sportivo di Presidio della prima Regione aerea di Milano. Disponibile da venti giorni e anche più, e non ancora aperta. E questo nonostante Milano e la Lombardia — zona rossa — siano tra le aree più colpite dall’emergenza coronavirus: in continua, quotidiana sofferenza anche per quanto riguarda i tamponi.
È vero: ufficialmente nessuno aveva annunciato la data esatta di avvio (si è scritto fine settimana, chissà). Ma i militari di stanza qui, a Linate, da quando hanno completato il lavoro, passano le giornate a fare ordinaria manutenzione in attesa che chi di dovere comunichi la partenza. Il via libera deve darlo l’Ats di Milano, quindi Regione Lombardia. Perché non c’è ancora? «Le strutture sono completate e il personale medico sanitario (che è militare, ndr) è disponibile — spiega ancora Di Carlo —. Ma l’organizzazione dei drive-through è in capo all’Ats…».La storia rischia di diventare un caso, forse lo è già. Per capire bisogna incominciare dall’ultima settimana del mese scorso. Sono giorni in cui la seconda ondata di Covid 19 sta già picchiando duro in Lombardia e l’area metropolitana milanese si è trasformata nel nuovo fronte caldo insieme a Monza-Brianza. La prima Regione aerea Milano trasmette al Centro logistico sportivo di Linate il “task” arrivato dal Comando operativo di vertice interforze: occorre creare in tempi rapidi una postazione Dtd (Drive Through Difesa): sarà uno dei presìdi su strada che — si legge nella nota diramata tre giorni fa da Aeronautica militare — «permetteranno a tutti i cittadini che necessitano di effettuare il tampone rapido di accedere alla postazione direttamente in auto, per poi essere indirizzati verso altre postazioni dedicate per il tampone molecolare qualora si rendesse necessario».Il 14 novembre l’ufficio generale del Capo di Stato maggiore dell’Aeronautica annuncia l’«operatività» delle prime tre postazioni Dtd in Lombardia: Lecco, Meda e Caponago. È l’Operazione Igea voluta dal ministero della Difesa per incrementare la capacità giornaliera del Servizio sanitario nazionale di effettuare i tamponi. «A breve” — viene comunicato — saranno operative altre dieci postazioni». Tra queste, insieme a Vigevano, Pavia e Voghera, c’è anche l’“hub” sanitario di Linate. Se non il più grande, certamente uno dei più grandi. Sorge alle spalle dell’aeroporto e si sviluppa intorno a un campo di calcio dove si allenavano le giovanili del Milan. Si stima sia uno spazio in grado di accogliere una quarantina di auto l’ora. Ipotizzando due persone per ogni auto, sono ottanta tamponi l’ora.La “sorpresa”, se è il temine corretto, arriva andando sul posto. Il Centro logistico e sportivo è stato convertito in drive-through già l’ultima settimana di ottobre. E dunque poteva essere operativo da almeno tre settimane. Se si vuole fare una media, calcolando 12 ore di servizio giornaliere — dalle 7 alle 19 — avrebbe “erogato” qualcosa come 960 tamponi al giorno. «Questa postazione è stata pensata per garantire la massima efficienza, con un percorso ad anello per le auto», spiega il colonnello Totaro indicando il «circuito». Le due linee: quella per i tamponi antigenici e quella successiva — in caso di positività — dei molecolari. La tenda per processare le strisce dei prelievi e l’altro tendone riservato ai disinfettatori. C’è tutto tranne i sanitari e i cittadini. Qualcuno si è presentato dopo avere letto sul web. Gli hanno spiegato che deve aspettare ancora un po’.


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