La Cassazione conferma la radiazione per Palamara: ricorso rigettato, rimosso dalla magistratura

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Confermata la rimozione di Luca Palamara dalla magistratura. Le Sezioni unite civili della Cassazione hanno rigettato il ricorso dell’ex presidente dell’Anm contro la sentenza con la quale la Sezione disciplinare del Csm a ottobre dell’anno scorso lo aveva condannato alla rimozione dall’ordine giudiziario. La sentenza diventa così definitiva.

Il caso Palamara: cos’è

Il 29 maggio 2019 l’ex presidente dell’Anm Palamara viene perquisito dalla Guardia di Finanza: è accusato di una serie di corruzioni per le quali avrebbe messo a disposizione la sua funzione giudiziaria. Una ha a che fare con la nomina del procuratore di Gela (accusa poi archiviata), le altre riguardano i suoi rapporti con l’imprenditore Fabrizio Centofanti. Quest’ultimo, amico dell’ex pm, gli avrebbe pagato cene, viaggi e lavori di ristrutturazione.

La scheda

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Le chat e la bufera sulle procure

Sul telefono di Palamara è stato inoculato un trojan che ha registrato tutte le telefonate e le chat dell’ex consigliere del Csm: la magistratura intera ne esce travolta. Si parla di nomine, incarichi, spostamenti. Particolarmente discussa è la successione di Giuseppe Pignatone al vertice della procura di Roma. Palamara ne discute con vari colleghi del Csm, con Cosimo Ferri e con l’ex ministro dello Sport Luca Lotti durante una cena all’hotel Champagne di Roma. Palazzo dei Marescialli ne viene devastato: cinque consiglieri vengono sostituiti. Non solo: tra gli indagati anche l’allora procuratore generale della Corte di Cassazione, Riccardo Fuzio: accusato di aver rivelato a Palamara dettagli sull’indagine a suo carico. E per 21 magistrati viene aperto un procedimento disciplinare.

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Palamara espulso dall’Anm e radiato dalla magistratura

Il 19 settembre 2020 Palamara viene definitivamente espulso dall’Anm. Poco dopo, il 9 ottobre, la sezione disciplinare del Csm lo radia dalla magistratura.

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