La corsa di Giovanni: “Si può fare ad ogni età, basta non partire a mille”

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Tra larici, betulle e cieli ricamati di nuvole, con la prima neve che si posa sui monti e sui prati di montagna, correre a basse quote tra i colori autunnali è una delle attività outdoor che regala intense emozioni e un’immersione benefica nella natura.

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Per chi pratica il trail running, la corsa su percorsi sterrati prevalentemente in montagna ma non solo, l’autunno è certamente un periodo ancora propizio. I luoghi giusti non mancano, anche in questa parte della stagione nella quale l’inverno scalpita per prendere la scena.

Dalla compagna come le Langhe lungo gli itinerari che costeggiano i vigneti fino alle valli più basse delle località montane, basti pensare alle zone della bassa valle in Valle d’Aosta, ma anche alla Val d’Ayas o la Val Sapin e i boschi dell’Ermitage appena sopra l’abitato di Courmayeur, sui 1400 metri, senza trascurare l’entroterra e le colline al mare.

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Resistenza, intensità dello sforzo, circolazione sanguigna, capacità cardiorespiratoria, tonicità, sono diversi gli aspetti che a livello corporeo entrano in gioco in questa pratica sportiva outdoor. Procedendo per gradi e con la giusta dose di curiosità e di preparazione fisica, il trail running diventa per molti l’espressione migliore per stare a contatto con la natura. In continuo movimento.

E’ quello che pensa anche Giovanni Storti, attore comico con il trio Aldo, Giovanni e Giacomo, e autore di due libri che raccontano questa passione: “Niente panico si continua a correre” (con Franz Rossi, la prefazione è di Giacomo Poretti) e “Corro perché mia mamma mi picchia” (sempre con Rossi), pubblicati da Mondadori.

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“L’età non è nemica della corsa – dice Storti – basta saperla prendere con saggezza ed equilibrio. Quello che si impara percorrendo di corsa chilometri lungo strade e sentieri è uno stile di vita in grado di migliorare la qualità della nostra esistenza”.

Giovanni Storti, il trail running non è solamente velocità. E’ anche un modo di stare immersi nella natura. Che tipo di benessere si ricava da questa attività sportiva?

“Quando corri in mezzo alla natura, catturi anche l’energia dall’ambiente che ti circonda, se ti trovi in montagna per esempio, oppure in collina, riceverai determinati stimoli dall’ambiente naturale, che non è amorfo, ma anzi ti trasmette energia. E voglio ricordare che la corsa nella natura è sicuramente molto più meditativa e che la variazione del percorso offre ogni volta la possibilità di provare sensazioni diverse: in discesa puoi diventare folle per la gioia e in salita soffri: I cambiamenti di ritmo su questo genere di percorsi sono molto più accentuati e quindi si vengono a creare maggiori imprevisti: quando si corre in natura l’imprevisto è una variabile certamente interessante”.

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L’autunno è un buon periodo per chi corre su sterrate e sentieri?

“Effettivamente è una delle stagioni più belle insieme alla primavera soprattutto per andare a correre in montagna, ovviamente più si va avanti e più si deve scendere di quota per evitare i terreni dove potrebbe esserci neve o ghiaccio che porta sempre l’inverno giocando d’anticipo. In questo periodo non a caso ho sempre con me uno zainetto perché in montagna non si sa mai che cosa può capitare, pensiamo soltanto alle variazioni del tempo e delle temperature che sono sempre dietro l’angolo”.

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Che scelte fa per l’abbigliamento e le attrezzature tecniche contestualmente alla stagione?

“Sicuramente un capo antivento, una maglia o una maglietta termica, anche una piccola giacca a vento imbottita, che comunque non occupa particolare spazio perché ormai i materiali disponibili sul mercato pesano tutti molto poco e non ingombrano”.

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Quali consigli darebbe a chi intende approcciarsi per la prima volta a questo sport?

“Potrei spiegare quella che è stata la mia esperienza: sono partito correndo proprio in montagna. Non ho fatto il classico percorso inverso. Quindi i suggerimenti che posso dare sono di amare la montagna, la campagna, l’ambiente naturale, avvicinarsi tranquillamente, prima camminando e facendo brevi corse. L’importante secondo me è fare le cose con gradualità, senza cominciare subito a mille, in modo eccessivo, per non avere poi delle sensazioni sbagliate che possono compromettere la prosecuzione di questa attività sportiva. Approcciarsi con calma, iniziare a fare delle belle gite in campagna e in montagna, per poi piano piano allungare sia l’itinerario che il dislivello e quindi l’altitudine. Credo che queste siano le basi”.

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