La Fase 3 a Genova e in Liguria: la Regione riapre, il Comune impone “mascherine sempre”

La Republica News

“In Liguria torna libera la circolazione in tutto il territorio senza autocertificazione e verso qualsiasi proprietà. Si possono incontrare parenti, amici, conoscenti e fidanzati, lo si può fare con l’uso costante della mascherina e il distanziamento sociale di un metro”. Il presidente della Regione, Giovanni Toti, riapre la Liguria per la fase 3, ma Genova detta le sue regole: mascherine obbligatorie anche per strada e spiagge libere solo per passeggiare. Niente sole, per ora.”Il distanziamento sociale di un metro va usato per tutto. Lo abbiamo scelto per non trasformare l’epidemia Covid-19 in un corso per geometri, anche se il virus è ancora tra noi e dobbiamo combatterlo”, dice il governatore. Ogni sindaco potrà ritoccare l’ordinanza regionale in modo da adattarla alla sua realtà, ma in generale riaprono bar, negozi, stabilimenti balneari (a discrezione dei gestori), spiagge libere e attrezzate, le strutture ricettive chiuse e all’aperto (alberghi, B&B, campeggi), quelle dei servizi alla persona (parrucchieri, estetisti), le palestre, musei, parchi, mentre le scuole guida, unica vera novità, si ritroveranno a lavorare dal 20 maggio.A Genova si naviga ancora a vista su alcuni “terreni”. Anche il sindaco Marco Bucci ha firmato una ordinanza valida fino alle 24 del 2 giugno. Una novità importante è che la mascherina andrà usata sempre e non solo in parchi, giardini e ville, mentre prima era possibile uscire di casa senza, e indossarla quando si entrava in un luogo pubblico come un supermercato o sul bus (è esonerato solo chi fa attività sportiva, “ma è meglio portarla dietro in caso si incontrasse qualcuno”, ha precisato Bucci).Mentre i giochi in parchi e giardini rimangono inaccessibili, rimane un nodo da sciogliere: le spiagge libere e le scogliere. “Sarà possibile l’accesso, ma solo per transitare, quindi passeggiare o fare attività sportive”. Niente sole, almeno da sdraiati, quindi? “No, solo il movimento, in attesa di linee guida comuni”, precisa Bucci, che è anche presidente Anci Liguria. “Vogliamo sia omogenea per tutti i comuni liguri, senza differenze ad esempio tra la spiaggia di Genova o quella di Bogliasco.Entro il prossimo weekend – ha concluso Bucci che oggi avrà un incontro, in teleconferenza, con tutti i primi cittadini liguri – sono certo che avremo le linee guida pronte, quindi una policy comune per risolvere il problema. Vogliamo che sia una bella estate, turistica, che possa portare soddisfazione ai genovesi, evitando di far tornare il contagio perché sarebbe un disastro”.Per superare il problema degli assembramenti, il Comune pensa di inserire nell’ordinanza il criterio dei dieci metri quadrati disponibili a ogni nucleo familiare o singola persona e un segnaposto che potranno essere paletti o nastri bianco-rossi. “Non siamo ancora in grado di poter gestire gli affollamenti, per cui non possiamo consentire lo stazionamento in spiaggia. Prevediamo un sistema di controllo degli accessi attraverso la Protezione Civile e alcune associazioni di volontariato”.Nelle spiagge libere il Comune metterà delle segnalazioni con il criterio dei dieci metri quadrati per nucleo familiare o singola persona (non è stato ancora chiarito se la stessa regola vale per un gruppo di amici). “Ci saranno dei segnali sulla spiaggia e ci sarà l’obbligo di occupare uno spazio per nucleo familiare o singola persona”. Ombrelloni e lettini verranno disposti a scacchiera.”Entro questa settimana, meteo permettendo, saremo in grado di allestire in sicurezza tutte le 27 spiagge libere e la trentina di scogliere con accesso diretto – interviene il consigliere delegato alla Protezione Civile, Sergio Gambino –  ogni spiaggia, da Voltri a Capolungo, verrà suddivisa in lotti numerati di 10 metri quadrati, lo spazio che il governo ha stabilito per ogni ombrellone. Abbiamo calcolato che per ognuno potranno esserci due genitori e un bimbo, ma potranno essere presi anche da single”.Allerte permettendo, Aster ha pronti i cartelli informativi. “Ricorderemo semplici regole sul distanziamento e l’uso della mascherina”. Il sindaco ha detto “non siamo ancora pronti a gestire gli assembramenti”. “Per le spiagge libere, chiederemo a chi ha un chiosco all’accesso o ad associazioni se possono aiutarci a collaborare per regolare gli afflussi e in cambio, come compenso che non può essere in denaro, potremmo limare tasse come la Tari o il canone della concessione. Comunque, potremo fare affidamento sui volontari della protezione civile”.

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