La favola di Noemi, ragazza non vedente che a 14 anni va a cavallo come una principessa

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“Tutti devono impegnarsi a realizzare i propri sogni, anche chi ha delle disabilità. Così come ho fatto io”. Parole e concetti forti espressi con emozione ma con altrettanta decisione da Noemi Cosenza, 14 anni da Rosolini, un paese della provincia di Siracusa. Noemi è non vedente dalla nascita. Eppure a guardarla in sella, non si nota. Solo sette mesi fa Noemi ha avuto il suo primo contatto con Sara Lenghi, una cavalla di razza Frisone di 13 anni. L’istruttore Luigi Runza, che si occupa da sempre di disabilità per giovanissimi e ippoterapia, l’ha convinta a provare. “Avevo paura all’inizio – dice Noemi – mi spaventava l’idea di un animale così grande. Ma la prima volta mi sono avvicinata ed ho toccato Sara con le mani per capire come era fatta. Mi è passata la paura ed ho accettato di montare. Ora non vorrei più scendere”.

Noemi frequenta l’Istituto Commerciale al primo anno, monta due volte la settimana, ma anche tre se deve preparare uno spettacolo, come a Verona a Fieracavalli, dove la sera di sabato 5 novembre sarà protagonista di “Inclusione” uno show con 50 ballerini e 50 cavalli. “Sono emozionata ma anche felicissima di essere qui a Verona, anche perché non mi aspettavo questo invito. Mi sto preparando davvero tantissimo”. Con lei in pista c’è sempre Giorgio, 15 anni da poco, la sua guida, con il quale si conoscono dalla prima elementare. A Verona c’è tutta la famiglia di Noemi.

“Io e Sara lavoriamo tanto. Facciamo dressage, adesso sto cercando di insegnarle il trotto ed un po’ alla volta cercherò di imparare insieme a lei tutto quello che mi viene proposto. In sella io mi sento libera. Per muoversi non c’è problema perché Sara mi presta i suoi occhi ed io mi fido di lei. Non so ancora cosa farò dopo la scuola ma certamente il cavallo sarà una parte importante della mia vita”.

Insieme a Noemi da Rosolini (tutti allenati dal Grand Canyon Adventure Runza Park), sono saliti altri tre ragazzi che parteciperanno ai Talent della Fise, gare riservate ai giovani, che rappresentano un momento importante per la crescita e lo sviluppo di amazzoni e cavalieri. L’ultimo pensiero è ancora di Noemi Cosenza: “Spero che il mio esempio serva ad altre persone con disabilità e mi impegnerò per diffonderlo. Ma per adesso qui a Verona voglio solo divertirmi”.

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