La Fed vara un nuovo aumento dei tassi dello 0,75%

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MILANO – La Fed non si scosta dall’aspettativa del mercato e vara un nuovo aumento dei tassi dello 0,75%. Era proprio questa l’attesa del mercato: un rialzo di 75 punti base, il quarto consecutivo di questa taglia, per portare il riferimento al 3,75-4%: il livello più alto dal 2008.

Come notavano in mattinata gli analisti di Unicredit, d’altra parte, i dati macro emersi dall’ultima riunione del Fomc (il braccio della Fed che muove i tassi) hanno continuato a rimarcare l’ostinatezza dell’inflazione troppo elevata, mentre il mercato del lavoro rimane resiliente. Qualche crepa inizia a emergere sul mercato immobiliare, con i mutui volati sopra il 7%, e sui consumi. Ma tutto faceva presupporre che la Banca centrale americana ricorresse ancora alla mano pesante per provare ad abbassare i prezzi. E la decisione è infatti arrivata all’unanimità, con l’annotazione che la Fed ritiene che “i continui aumenti” dei tassi d’interesse “saranno appropriati per raggiungere un orientamento di politica monetaria sufficientemente restrittivo da riportare l’inflazione al 2%”.

Allarme mutui, tassi verso il 5% ma Lagarde non si ferma

L’inflazione negli Stati Uniti (+0,6% mensile a settembre per quella core) resta il problema numero uno: non sta certo dando quei segnali inequivocabili di rallentamento verso l’obiettivo del 2% che la Fed aspetta per mollare le strette. E lo dimostra anche il maxi-piano da 13,5 miliardi lanciato da Biden proprio per contrastare il caro-bollette, finito però nel mirino di Repubblicani ed analisti che notano il timing perfetto: arriva a pochi giorni dalle urne di mid-term (8 novembre) e per alcuni è infatti un “espediente elettorale”.

Un recente articolo del Wall Street Journal aveva fatto intendere che dentro alla Banca centrale Usa si è pronti a rallentare sulle strette. E “i mercati obbligazionari hanno rapidamente riadattato le aspettative per dicembre, valutando ora una probabilità inferiore al 50% di un rialzo di 75 punti base. Il rendimento dei Treasury decennali, il principale parametro di riferimento per i mercati finanziari, ha invertito la rotta dal 4,3% nello stesso momento in cui il tasso terminale ipotizzato dal mercato ha raggiunto il 5%”, notava Gergely Majoros, membro dell’Investment Committee di Carmignac, prima dell’annuncio di Powell.

Secondo gli analisti, è probabile che il rialzo di dicembre scenda allo 0,5%. E anche Wall Street scommette sul fatto che il comunicato stesso apra a un rallentamento delle strette nei prossimi mesi, salendo dopo l’annuncio ufficiale.

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