La Formula 1 riparte da Budapest, il circuito che piace a tutti. Leclerc: “Puntiamo a fare più punti possibili”

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BUDAPEST – L’Hungaroring è il circuito più bello del mondo, date retta a quelli che ci corrono. Tipo Alonso, che qui – al volante di una Renault – ha vinto la sua prima gara di un’infinita carriera in F1: il mese prossimo fanno 20 anni esatti, lo spagnolo ricorda quel pomeriggio come “un momento magico che ha cambiato tutta la mia vita”. Verstappen con la Red Bull ci ha trionfato lo scorso anno, dopo la prima pole di Russell (sulla Mercedes). La stagione precedente fu Ocon (Alpine): anche per lui fu la prima volta. Hamilton vanta 8 successi magiari, tra McLaren e Mercedes. Poi c’è Ricciardo, che sorridente torna in griglia dopo un lungo sabbatico: primo nel 2014 con la RB10. Pure la Ferrari conserva buoni ricordi e 4 vittorie, l’ultima con Vettel nel 2017. Insomma: dopo le alte velocità di Silverstone, la relativa lentezza della pista ungherese piace a tutti. Tra l’altro, le impossibili Red Bull (nella classifica costruttori hanno più del doppio dei punti sulle Mercedes, seconda; in quella piloti, Max è a +99 sul compagno di squadra ‘Checo’ Perez) si annunciano meno prepotenti del solito. Forse perché sabato ci sono le qualifiche con l’allocazione delle gomme: una novità molto green che potrebbe rimescolare un poco le carte di una partita altrimenti scontata.

Silverstone, parla italiano la McLaren che ha sorpreso la Formula 1

Verstappen: “Possiamo migliorare ancora”

“Abbiamo qualche speranza in più, su tracciati simili – voglio dire, senza rettilinei importanti e curve veloci – siamo andati bene: speriamo accada anche qui”. Infinito Alonso. Tra 9 giorni ne compie 42. E 20 anni dopo la sua prima, grande gioia in F1 (“Ma da allora, addio per sempre alla privacy”), giura di volerci provare ancora con l’Aston Martin. Uno che non ha bisogno di fare annunci è Max Verstappen, ed è quasi paradossale che durante la conferenza stampa sia quello cui vengono rivolte meno domande: tanto, sanno già tutti come andrà a finire. Ha vinto 8 gp su 10 (gli altri 2 l’altra RB di Perez: in caso ennesimo trionfo, la casa austriaca batterà il primato della McLaren), è al sesto successo consecutivo: “Non mi interessano i record, voglio solo fare un altro buon week-end”. Incredibile a dirsi, ma sostiene che la Red Bull possa migliorare: “Possiamo fare di più in curva, ci stiamo lavorando”. Russel sorride, scherza: “Che invidia. Dovremmo tutti allearci contro di lui. Prima o poi troveremo una soluzione”. Sì, ma adesso?

Leclerc: “Dobbiamo fare più punti possibile”

“In questo fine-settimana dobbiamo puntare a fare più punti possibile. Ottenere il massimo dal nostro potenziale attuale”: il ferrarista Charles Leclerc promette concretezza, indirettamente consapevole del gap con Red Bull. Dopo la delusione inglese, il team principal Frédéric Vasseur è convinto che le SF-23 “aggiornate” possano tornare a mostrare progressi così come in Canada e Austria: “Crediamo che qui ci siano le condizioni giuste per dare ai nostri piloti una macchina performante”. Punta ad almeno un podio. “Sarebbe bello finire per la prima volta in stagione tra i primi 3”, ammette Carlos Sainz. “La pista mi piace, il circuito si adatta a questa Ferrari. Però la nostra vettura è molto sensibile alle condizioni del meteo e della pista: se saranno favorevoli, potremo fare bene”. Dopo il 10° posto a Silverstone, un giornalista spagnolo prova a punzecchiarlo su suo futuro prossimo (il suo contratto con Maranello scade nel 2024). Lo spagnolo risponde sereno: “Abbiamo due gare ravvicinate, oggi le priorità della Ferrari sono altre. Serve tornare competitivi. Durante la pausa invernale comincerò a pensare a cosa fare nel 2025”.

La “piccola rivoluzione green” delle qualifiche

“Allocazione alternativa delle gomme”: in sostanza, Pirelli qui in Ungheria metterà a disposizione 11 treni di pneumatici (invece di 13) per ogni pilota. Fa 160 gomme in meno, con un bello sconto dal punto di vista della logistica e dello smaltimento. E una piccola “rivoluzione” nelle qualifiche del sabato, durante le quali i piloti avranno l’obbligo di usare tutte e tre le mescole: le bianche “dure” in Q1, le gialle “medie” in Q2, le rosse “morbide” in Q3. E’ un primo test che era già stato programmato in occasione dell’appuntamento (annullato) di Imola: l’intenzione è quella di continuare con questo format anche in futuro e magari per tutta la prossima stagione, tenendo bene a mente quell’obiettivo “zero emissioni” che la F1 vorrebbe raggiungere nel 2030.
 

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