La Francia scende in piazza per l’insegnante decapitato: “Je suis Prof”

La Republica News

PARIGI –  “Non ci fate paura. Non abbiamo paura. Non ci dividerete. Siamo la Francia!”. Lo ha scritto su Twitter il premier francese, Jean Castex, presente alla manifestazione a Place de la République a Parigi in memoria del professore decapitato davanti alla sua scuola, Samuel Paty, per aver mostrato una vignetta di Maometto durante una lezione sulla libertà di espressione in classe. “Gli islamisti non dormiranno sonni tranquilli in Francia. La paura passerà sul fronte opposto”, ha invece detto il presidente Emmanuel Macron durante un vertice all’Eliseo con i principali ministri. E al titolare dell’Interno, Gérald Darmanin, ha chiesto un “rafforzamento della sicurezza degli istituti scolastici dal rientro dopo le vacanze” di Ognissanti.Vous ne nous faites pas peur.Nous n’avons pas peur.Vous ne nous diviserez pas.Nous sommes la France ! pic.twitter.com/GjUQo9AePa— Jean Castex (@JeanCASTEX) October 18, 2020Quella contro la violenza fanatica è stata una mobilitazione massiccia: partiti, associazioni e sindacati hanno chiamato a raccolta i militanti per una serie di manifestazioni in programma in diverse città, fra cui Parigi, Lyon, Tolosa, Nantes, Lille, Marsiglia, Bordeaux. Tutti uniti per esprimere lo sdegno dopo l’assassinio del professore Paty, ucciso da Abdoullakh A., 18enne islamico radicalizzato di origine cecena, per aver mostrato agli allievi le vignette su Maometto che avevano suscitato critiche feroci.A Parigi, a Place de la République, la stessa piazza che cinque anni fa ospitò il corteo dell’11 gennaio dopo gli attentati contro la sede di Charlie Hebdo e dell’Hyper Cacher, sono presenti centinaia di persone. In mezzo alla folla molti esponenti politici, tra cui il premier Castex, il sindaco della capitale Anne Hidalgo, la presidente della regione Ile-de-France Valérie Pécresse.La folla ha osservato un minuto di silenzio, seguito dalle note della Marsigliese, l’inno francese. “No al totalitarismo del pensiero”, “Je suis Samuel’, questi alcuni degli slogan che i partecipanti hanno scritto su cartelli e fogli. Tanti hanno portato le caricature di Maometto. Un minuto di silenzio è stato osservato anche a Lione. Tra la folla Gérard Collomb, l’ex sindaco che ha denunciato il ritardo nella lotta contro il radicalismo. “È un male profondo, bisognerà lottare a livello intellettuale. Gli insegnanti sono in prima linea per contrastare questa ideologia mortifera”, ha detto.repIntervista


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