La grande finanza punta su Ovs Morgan Stanley rileva il 5 e scommette sulla crescita

La grande finanza punta su Ovs: Morgan Stanley rileva il 5% e scommette sulla crescita

La Republica News
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MILANO – Anche Morgan Stanley mette un piede in Ovs e lo fa nell’anno peggiore di sempre per le vendite al dettaglio. La banca americana ha infatti deciso di investire al fianco di Stefano Beraldo, che è anche amministratore delegato del gruppo e che ha appena promosso un aumento di capitale da 80 milioni per avere già in cassa le risorse per fare nuove operazioni straordinarie.

Lo scorso 14 dicembre Morgan Stanley ha comunicato alla Consob di avere una partecipazione aggregata del 5,192% del capitale di Ovs. Nel dettaglio, il 4,226% è relativo a diritti di voto riferibili ad azioni, mentre il restante 0,965% fa riferimento a una partecipazione potenziale (azioni oggetto di contratto di prestito titoli). A gennaio partirà invece l’aumento di capitale del gruppo di abbigliamento italiano, e Morgan Stanley dovrebbe essere pronto a sottoscrivere la sua quota, se non addirittura ad arrotondarla.

Il modello di Ovs, che è campione di casa dell’abbigliamento tricolore con una leadership assoluta nel segmento bambini, è piaciuto al colosso anglosassone che però ha lasciato intendere di non avere ambizioni sulla governance. Anzi, la scommessa di Morgan Stanley è sull’Italia, su Beraldo e sulla capacità del gruppo di continuare a crescere anche per linee esterne.

La società a fine dicembre ha già fatto un’offerta per rilevare dal concordato il marchio Stefanel, con l’obiettivo di farne un brand di maglieria, tornando alle origini del dna dell’azienda di Ponte di Piave. Lo stesso dna che negli hanno Ottanta rese famosa anche la rivale veneta Benetton. Ma Stefanel non è l’unico dossier sul tavolo di Beraldo. Da anni in numero uno di Ovs studia una possibile integrazione con Combipel, operazione che è già sfumata per ben due volte per le pretese dei private equity azionisti, ovvero il fondo californiano Oaktree nel 2007.

Fondata a Cocconato d’Asti nel 1958, l’azienda naviga in cattive acque da tempo: nel 2014 aveva chiesto al tribunale di Asti l’omologa dell’accordo di ristrutturazione dei debiti sulla base dell’art. 182-bis della legge fallimentare, lo scorso marzo aveva chiesto e ottenuto la procedura del concordato in bianco. E a  novembre ha richiesto l’accesso alla procedura dell’amministrazione straordinaria.

Conbipel ha  oltre mille dipendenti, di cui un terzo in Piemonte (e nel dettaglio 169 negli uffici di Cocconato, 85 nei magazzini e altri 169 nei 22 nei negozi della regione). La società al marzo 2019 aveva ricavi per 198 milioni di euro, con un margine operativo lordo negativo di 5,3 milioni. Ovs, che in passato ha gestito altre acquisizioni come la famosa Upim, ma anche altre insegne minori come Melablu e Blukids, è sempre stata molto brava a tagliare i costi e rilanciare i ricavi, e potrebbe essere la soluzione migliore anche per garantire i posti di lavoro.



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