La grande sete della Terra

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Nella meditazione si concentra l’attenzione su un punto fisso per prendere coscienza di sé stessi. Oggi la vostra attenzione invece dovrebbe concentrarsi sul rubinetto di casa, da dove esce acqua potabile, sicura e garantita. L’acqua è un bene comune dal valore incommensurabile, ma che spesso tendiamo a dimenticare. Lo sa bene chi non ha accesso all’acqua, o magari il cui servizio non è sicuro, e mette a rischio la propria salute. Ogni 22 marzo si celebra la Giornata mondiale dell’acqua. Il tema di quest’anno, voluto dall’agenzia Onu per l’acqua, è proprio il valore. Da intendere come i benefici che l’acqua può offrire ad una persona, siano essi servizi, come la salute, l’igiene, la felicità, il benessere psico-sociale oppure come valore economico (la produttività che ne deriva da una corretta gestione, ad esempio).

L’intervista

Vandana Shiva: “Solo un’agricoltura ecologica salverà l’acqua del pianeta”

La scelta non è casuale. L’agenzia Onu infatti ha voluto lanciare l’allarme contro i crescenti interessi da parte del settore finanziario di voler scambiare l’acqua come un qualsiasi bene sul mercato dei future. A fine 2020 per la prima volta è stato annunciato da CMA group, società tecnologica globale al servizio dei mercati dei capitali, un nuovo contratto futures sulla piazza finanziaria Nasdaq California, il Water Index (NQH2O). Una decisione che ha fatto rabbrividire cittadini, società civile e tanti addetti ai lavori.

Persino le Nazioni Unite hanno preso posizione. “Una notizia che desta grave preoccupazione”, ha dichiarato il Relatore Speciale dell’Onu sul diritto all’acqua Pedro Arrojo-Agudo. E ha ricordato come nel 2021 ben 300 milioni di persone nel mondo non hanno accesso all’acqua pulita e sicura, più di 2 miliardi non dispongono di servizi di base per il lavaggio delle mani con acqua e sapone, 673 milioni di individui praticano ancora la defecazione a cielo aperto e questa situazione insostenibile causa 432 mila morti per diarrea ogni anno. Evitare le speculazioni nel settore idrico significa evitare rischi di tagliare fuori ancora più persone dall’accesso idrico.

Se in tanti paesi del mondo però manca ancora l’accesso all’acqua, in Italia il tema rimane poco prioritario. Non si dà molto valore all’oro blu. Secondo una ricerca Ipsos, solo un italiano su 4 ha infatti dichiarato di aver prestato attenzione ai consumi d’acqua nel corso dell’ultimo anno, trascorso prevalentemente dentro casa e in misura maggiore rispetto al passato. Nell’illuminante report di House Ambrosetti, che abbiamo letto in anteprima, si evince però come gli italiani dovrebbero dare più valore a questo bene prezioso. Qualche numero. Siamo agli ultimi posti nella classifica europea per investimenti nel settore idrico, davanti solo a Romania e Malta. Circa il 60% della rete idrica nazionale ha più? di 30 anni e il 25% ha più? di 50 anni. Il 47,6% dell’acqua prelevata per uso potabile viene dispersa: 42% solo nelle reti di distribuzione, 10 punti percentuali in più? di 10 anni fa, rispetto al 23% della media europea.

Siamo il secondo paese dell’Unione Europea per prelievi di acqua ad uso potabile e il primo paese al mondo per consumi di acqua minerale in bottiglia (rispetto a una media europea di 118 litri). Con ben il 21 per cento del nostro territorio esposto a siccità e arrivato il momento di ridare valore alla nostra acqua, aumentando la spesa pubblica, ma anche aumentando le tariffe domestiche, tra le più basse in Europa. Investendo miglioriamo l’acqua che esce dai nostri rubinetti e ne sprechiamo meno. E possiamo pagare le bollette bevendo sempre meno acqua in bottiglia.

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