La guerra degli 007: ecco come l’intelligence Usa spia le forze russe

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Gli Stati Uniti stanno usando per la crisi ucraina i loro sistemi di intelligence più avanzati. Un ruolo chiave è quello dei droni GlobalHawk che decollano dalla base siciliana di Sigonella e restano in volo anche per 24 ore. Si muovono lungo i confini del Donbass e sulle posizioni dell’armata di Mosca in Bielorussia, monitorando in ogni missione 100 mila chilometri quadrati di territorio. Il GlobalHawk usa un radar a scansione, che “vede” sotto le nuvole e anche sotto gli alberi; un sensore all’infrarosso, che misura le differenze di calore per scoprire oggetti e persone, e un sistema optronico che approfondisce i dettagli. I dati di questi tre apparati vengono “fusi” dall’intelligenza artificiale per identificare in tempo reale qualsiasi mezzo o gruppo di persone. Assieme ai droni ci sono i grandi quadrireattori RC135 Rivet Joint, progettati 60 anni fa ma con le strumentazioni più moderne esistenti. Captano qualsiasi emissione elettromagnetica, dalle onde dei radar alle trasmissioni di radio e telefonini: possono localizzare il cellulare di un comandante russo e continuare a seguirlo, registrandone le conversazioni. Il tutto restando in volo per dozzine di ore.

di Gianluca Di Feo

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