La Juve alla Consob: l’inchiesta non è un “mutamento rilevante” per l’aumento di capitale

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La guardia di finanza su mandato della procura di Torino è tornata ieri negli uffici della Juventus per una seconda perquisizione dopo quella di venerdì scorso. Lo fa sapere la stessa società bianconera, i cui dirigenti sono stati indagati per falso in bilancio per il sospetto che siano state iscritte plusvalenze fittizie per un valore di 282 milioni di euro dal 2019 al 2021. Tra gli indagati ci sono anche il presidente Andrea Agnelli, Pavel Nedved suo braccio destro e l’ex direttore sportivo ora al Tottenham Fabio Paratici.

L’inchiesta della procura di Torino sui conti della Juventus, e sulle cosiddette plusvalenze, “non configura un mutamento negativo rilevante” da consentire alle banche di recedere dagli impegni di garanzia in relazione all’aumento di capitale” . È quanto rileva il supplemento al prospetto informativo sull’aumento di capitale da 400 milioni di euro depositato presso la Consob dalla società, che rende noto di essere stata interessata una nuova perquisizione.

Qualora l’aumento di capitale fosse eseguito solo parzialmente, ipotesi al momento ritenuta remota, affluirebbero al Gruppo risorse finanziarie in misura limitata. “In tali evenienze – si legge nel supplemento – in assenza di ulteriori tempestive misure a sostegno del Piano di sviluppo Aggiornato e confermato, ossia il Piano di sviluppo della Società per gli esercizi 2019/20 – 2023/24, la capacità del Gruppo di mantenere il presupposto della continuità aziendale nell’arco di Piano verrebbe meno”.

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