La Lega e il Senato occupato, Centinaio: “Per mettere le distanze alcuni di noi si sono messi sui banchi di Leu”

La Republica News

Gian Marco Centinaio, senatore della Lega, com’è andata la nottata in Senato?”Abbiamo passato la notte a fare dirette sui social network e rispondere alle centinaia di cittadini, esercenti, genitori che ci contattavano per chiederci informazioni pratiche. E’ stata un’esperienza molto utile di confronto e di servizio”. Anche genitori?”Si tantissimi, sono rimasto davvero sorpreso da quanti genitori siano arrabbiati per la mancanza di aiuti”. In quanti eravate?”In 34 su 61″.La Lega occupa le Camere. La notte sui banchi di Camera e Senato Avete occupato l’intera aula per rispettare le misure di sicurezza?”Si, avevamo tutti la mascherina e ci siamo posizionati a grande distanza gli uni dagli altri. C’erano alcuni, come il collega Paolo Ripamonti, seduti ai banchi di Leu. Ad un tratto il senatore Stefano Candiani ha esclamato: ‘Oddio, sono al posto di Napolitano!'”. Come è nata l’idea di una occupazione delle Camere?”Dal fatto che in tanti nostri elettori ci chiedevano di fare qualcosa dopo l’ultima apparizione di Conte in tv. Ovviamente organizzare una manifestazione di piazza era impossibile oltre che troppo rischioso. E allora abbiamo pensato di occupare l’aula”. Che cosa contestate al governo Conte?”Innanzitutto il fatto che stia esautorando il Parlamento a furia di dpcm”. Siete d’accordo con il Pd che nella Fase 2 vadano utilizzati altri strumenti legislativi?”Si, chi l’avrebbe mai detto vero che ci saremmo trovati in sintonia con i dem? Noi ci siamo posti sempre in un’ottica di collaborazione, ora chiediamo che il Parlamento venga coinvolto nelle scelte a pieno titolo”. E quali sono le vostre critiche sulle riaperture?”Il problema non è il quando ma il come. Contestiamo la confusione, la mancanza di linee guida chiare sulle riaperture. Le associazioni di categoria denunciano la assoluta mancanza di dialogo con il governo sui protocolli. Conte prima di andare in tv dovrebbe confrontarsi con i tecnici e dare linee di indirizzo. Non si può dire ‘ripartiamo’ ma senza spiegare in che modo”. Pensate di continuare con questa forma di protesta?”Vedremo che cosa dirà il premier oggi in aula. Semmai andremo avanti così”.

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