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La lezione di Loris Degioanni per i giovani che non sappiamo ascoltare

La Republica News
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Stiamo facendo abbastanza per i nostri giovani? E’ facile rispondere di no. Mentre ci pensavo, ci penso spesso, è ricomparso Loris Degioanni, che giovane non lo è più per la verità, ma ha la stessa aria sbarazzina di quando lasciò Torino e il suo Piemonte per la Silicon Valley. In realtà quando partì per San Francisco stava in Nuova Zelanda: lì lo aveva raggiunto l’email di un professore americano vicino alla pensione che usava il suo software per monitorare le reti e che gli proponeva di fare assieme una startup. Fu la sua fortuna: qualche anno dopo vendette tutto a una società più grande e divenne milionario. Fu allora che lo conobbi: l’ultima volta che l’ho visto, nel giugno 2010, era in copertina su Wired, che giocava a fare lo stralunato per invitare i giovani italiani a fare un salto in Silicon Valley: “Qui non puoi stare a guardare, qualcosa devi fare”. Ho riletto le sue parole di allora adesso che Loris ha raccolto 188 milioni di dollari per la sua seconda startup, Sysdig. Sono tanti 188 milioni di dollari per una startup: basti pensare che per far volare, si fa per dire, le startup nel settore dell’energia e dell’ambiente il Recovery Plan, stanzia in tutto 250 milioni di euro. Invece Loris ha raccolto 188 milioni solo per la sua Sysdig che adesso vale più di un miliardo di dollari, è un unicorno, si dice in questi casi, anche se lui ha scritto che si sente uno scarafaggio, perché “non è sfavillante ma sopravvive”. 

Ecco vorrei che i giovani italiani ascoltassero le parole di Loris Degioanni, ma soprattutto che chi ci governa ascoltasse le parole dei giovani. Oggi alcuni di loro saranno in piazza Montecitorio per una formidabile occupazione sonora: sono i ragazzi di #unononbasta (l’uno per cento, o poco più, del Recovery destinato direttamente ai giovani); e le ragazze del #giustomezzo (perché le donne in questo paese hanno sempre meno di quel che dovrebbero avere). In tempi di covid, non potendo fare assembramenti, hanno raccolto, via Telegram, le voci di migliaia di coetanei, i vocali con le loro storie, e oggi li trasmetteranno a tutto volume dalla piazza che rappresenta la politica. Le voci dei giovani che la politica non sa ascoltare. Magari qualcuno si accorge di loro.

Per i ragazzi che manifesteranno aggiungo la voce di Loris Degioanni, che ha più di 40 anni ormai, ma sa cosa vuol dire lasciare il proprio paese perché nessuno crede in te. Dice Loris: “Perché alla fine il segreto è tutto lì. Non affondare nella tempesta. Sopravvivere. Ogni giorno in più, ogni centimetro fatto, ti avvicinano un pochino alla meta. Forse è deprimente come lezione di vita. Ma è un po’ come quando si va in montagna: c’è chi raggiunge la cima in elicottero godendosi la vista e chi lo fa a piedi, non mollando, passo dopo passo. La seconda maniera, alla fine, è la più bella”. Non mollate ragazzi. 



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