La Londra nascosta di Dylan Dog

La Londra nascosta di Dylan Dog

La Republica News
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LONDRA. Alla fine anche gli inglesi scoprono Dylan Dog. Eppure il celebre personaggio dei fumetti ideato da Tiziano Sclavi ha sempre vissuto al numero 7 di Craven Road, a Londra. Ma sinora oltremanica in pochi se ne sono accorti e difatti il Guardian ora dedica un lungo articolo allinvestigatore dellincubo, come lo ha da sempre definito il suo creatore nella serie a fumetti pubblicata dal 1986 in Italia da Sergio Bonelli editore: Eppure non sono mai stato a Londra”, ammette il 67enne Sclavi al quotidiano britannico, ho paura degli aerei (come il suo Dylan, ndr), morirei di infarto nellattraversare la Manica e per questo non lho mai visitata. Inizialmente, è stato un po difficile ambientarlo nella capitale britannica”, prosegue, perché non la conoscevo, ma allo stesso tempo non potevo non ambientare Dylan Dog a Londra, città di Frankenstein, Jack lo Squartatore, Dr Jekyll e Mr Hyde, “perché questultima è il simbolo del mistero, delle fate, dei fantasmi. E poi la tipica nebbia, simbolo dellocculto e della paura”. Ma le connessioni britanniche non sono finite qui: perché Dylan, nella sua lotta quotidiana contro incubi, mostri e memorie del sottosuolo” dopo aver sconfitto lalcolismo, suona il clarinetto, invece del violino di Sherlock Holmes. Il suo nome Sclavi, che ne aveva già plasmato il suo alter ego principe nel libro e poi film “Dellamorte Dellamore”, lo ha scelto per la sua infatuazione per il poeta gallese Dylan Thomas.

Ma Dylan Dog davvero abita al numero 7 di Craven Road, scelta da Sclavi in onore del maestro dell’horror americano Wes Craven? Ovviamente no, come Sherlock Holmes di Sir Arthur Conan Doyle non ha mai abitato al numero 221b di Baker Street nonostante il museo a lui dedicato, tra laltro relativamente vicino allabitazione del figlio creativo di Sclavi, nellarea della centrale Paddington. Al suo posto, a Craven Road 7, c’è però il Dylan Dog Cafè, bar e mini ristorante con una pietanza con maiale dedicata al notoriamente ultravegetariano detective dellincubo. Un locale evidentemente aperto anni fa da un fan del detective mezzo sosia di Rupert Everett e che ora però è chiuso causa pandemia. Le vetrate sono oscurate dalla carta natalizia, affisse ci sono le certificazioni di igiene del locale (5″, la massima) e le avvertenze del livello di allerta Alta”, quelle precedenti al secondo lockdown nazionale in Regno Unito tra novembre e il 3 dicembre.

Che il locale non abbia più riaperto dopo allora, falcidiato dalla crisi? Purtroppo è probabile: il numero di telefono del Cafè Dylan Dog non è più attivo, così come il sito internet, mentre la pagina Facebook è ferma al capodanno 2019, con gli auguri di Buone feste per tutti. Siamo all’inizio di Craven Road, una arteria di un tipico limbo edilizio del centro di Londra, tra le colonne immacolate delle ricchissime case di West London e gli instancabili cantieri di nuove e lucenti costruzioni accanto al maestoso Hilton di Paddington. Lennesimo mistero della saga di Dylan Dog.

Per il resto, e per stessa ammissione di Sclavi, non ci sono molti altri luoghi topici di Dylan Dog a Londra. Certo, c’è Scotland Yard dellamico e del compagno di avventure, lispettore Block, ma in questo caso non ci sono sorprese: la celebre sede della polizia della capitale britannica, di fianco al Parlamento di Westminster, è rimasta la stessa. I pub dove Bloch e Dog discutono di crimini e incubi su cui stanno investigando – il primo con una pinta di birra, il secondo astemio con un tè caldo – non sono invece mai esplicitati nel fumetto, anche se vengono citati Hyde Park, Trafalgare Square, London Bridge, il Big Ben, Parliament Square appunto.

Curiosamente, una versione inglese di Dylan Dog è stata pubblicata anni fa negli Stati Uniti, ma non si è mai davvero diffusa in UK e, tra laltro, non conta nemmeno Groucho, lo storico, folle ed esilarante assistente del detective, chiaro calco dei comici fratelli Marx e per questo oscurato in quanto passibile di cause di plagio in America. Altro motivo per cui agli inglesi il vero Dylan Dog non è mai arrivato davvero. Ma forse è solo questione di tempo.



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