La malattia di Bruce Willis: le reazioni del mondo del cinema

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Affetto, sostegno e grande empatia per Bruce Willis dai suoi colleghi e amici a Hollywood. Da quando ieri la sua famiglia, la moglie Emma Heming, le figlie maggiori avute da Demi Moore, e la stessa ex moglie, hanno pubblicato un messaggio congiunto sui loro social annunciando che “il nostro amato Bruce ha avuto alcuni problemi di salute e gli è stata recentemente diagnosticata l’afasia, che sta influenzando le sue capacità cognitive. Di conseguenza, e con molta consapevolezza, Bruce si sta allontanando dalla carriera che ha significato così tanto per lui”.

Bruce Willis si ritira dal cinema: colpito da afasia

Immediate le reazioni negli Stati Uniti e nel mondo. Il regista Kevin Smith, che ha diretto Bruce in Poliziotti fuori – Due sbirri a piede libero del 2010, ha twittato la notizia definendola “straziante”. Ha anche espresso rammarico per aver parlato pubblicamente delle sfide che ha dovuto affrontare lavorando con Bruce in quel film: “Amava recitare e cantare e la perdita di tutto ciò deve essere devastante per lui. Mi sento uno stronzo per le mie lamentele del 2010. Mi dispiace tanto per BW e la sua famiglia”. Non è chiaro da quanto tempo l’attore si sta misurando con questo problema.

M. Night Shyamalan, che ha diretto Willis in due dei suoi film di maggiore successo Ubreakable e Il sesto senso, ha scritto su Twitter: “Amore e rispetto per il mio fratello maggiore Bruce Willis. So che la sua meravigliosa famiglia lo circonda con sostegno e forza. Sarà sempre l’eroe sul poster sul muro della mia cameratta di bambino”. Molti gli amici e colleghi che hanno risposto direttamente a Demi Moore, con cui l’attore è stato sposato dal 1987 al 2000 e ha avuto tre figlie: Scout, Rumer e Tallulah e con cui i rapporti sono molto buoni. Jamie Lee Curtis ha commentato il messaggio su Instagram della star di Ghost: “grazia e coraggio” attribuendoli a Willis e invia affetto a tutti, Rita Wilson (produttrice e moglie di Tom Hanks): “Il mio affetto va a Bruce e a tutta la famiglia. Grata che tu abbia condiviso questo con noi. Tenendovi tutti nelle nostre preghiere”. Tanti infine che hanno semplicemente ritwittato il messaggio della famiglia con un emoticon di cuore o di ringraziamento.

(ansa)

Star delle commedie d’azione, Willis ha esordito all’inizio degli anni Ottanta nella serie tv Moonlighting subito molto amato dal pubblico. Il ruolo che però lo ha consacrato divo è stato John McClane nel film Trappola di cristallo (1988), primo capitolo della serie cinematografica Die Hard che è durata 25 anni e ha prodotto cinque film. Dopo la partecipazione a Pulp Fiction diretto da Quentin Tarantino, dove era il pugile Butch Coolidge fidanzato con Maria de Medeiros, Willis si è reso celebre per altri ruoli rimasti impressi nella memoria collettiva. Tra la metà degli anni Novanta e i primi anni Duemila ha recitato in La morte ti fa bella, (1992) di Robert Zemeckis, L’ultimo boyscout (1991), L’esercito delle 12 scimmie (1995) dove interpreta il detenuto James Cole, Ancora vivo – Last Man Standing (1996), Il quinto elemento (1997) diretto da Luc Besson, Armageddon – Giudizio finale (1998), The Sixth Sense – Il sesto senso (1999), la saga di FBI: Protezione testimoni (2000-2002), e Sin City (2005) di Robert Rodriguez. In questi ultimi due anni nonostante la pandemia l’attore ha fatto tantissimi film, spesso in piccoli o piccolissimi ruoli e ha una decina di titoli in uscita. Willis ha vinto due Emmy e un Golden Globe.

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