La Manovra approvata al Cdm. Il testo si accorcia arrivano proroga credito dimposta e assunzioni Pa al Sud

La Manovra approvata al Cdm. Il testo si “accorcia”, arrivano proroga credito d’imposta e assunzioni Pa al Sud

La Republica News
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ROMA – E’ di 228 articoli, 20 in meno rispetto all’ultima versione circolata, il testo della legge di Bilancio per il 2021 da 38 miliardi che il Consiglio dei ministri ha esaminato in giornata, un mese dopo la prima approvazione “salvo intese”. L’approvazione è arrivata nel pomeriggio e il testo è ora atteso dal Parlamento.Tra le norme principali, un Fondo per le Politiche attive da 500 milioni, stanziamenti aggiuntivi per il Fondo a sostegno del diritto all’Istruzione, una proroga al 2022 del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno. Nel capitolo pensioni viene meno il prolungamento dell’attuale stretta alle perequazioni al 2022, con l’esito che dovrebbe partire da quell’anno il meccanismo meno soft che prevede solo tre fasce per gli adeguamenti degli assegni.
Mezzogiorno e aree spopolate
Viene prorogato fino al 31 dicembre 2022 il credito di imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno. Arriva inoltre un Fondo a sostegno dei comuni marginali per il finanziamento di interventi a supporto della coesione sociale e dello sviluppo economico nelle aree del Paese maggiormente colpite dal fenomeno dello spopolamento e per i quali si riscontrano particolari problematiche di attrattività per la limitata offerta locale di servizi materiali e immateriali alle persone e alle attività economiche.
Fondi coesione Ue, 2800 assunzioni
Le amministrazioni del Mezzogiorno che ricoprono rivestono ruoli di coordinamento, gestione e utilizzazione dei Fondi di coesione europei “possono assumere personale non dirigenziale in possesso delle correlate professionalità con contratto di lavoro a tempo determinato, nel limite massimo di 2.800 unità, e di una spesa massima in ragione d’anno pari a 126 milioni annui per il triennio 2021-2023, di durata corrispondente ai programmi operativi complementari e comunque non superiore a trentasei mesi”.
Più risorse per l’istruzione
Arriva uno stanziamento aggiuntivo di 117,8 milioni nel 2021, di 106,9 nel 2023, di 7,3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025 e di 3,4 milioni per l’anno 2026 per potenziare e risorse del Fondo per l’arricchimento e l’ampliamento dell’offerta formativa e per gli interventi perequativi anche al fine di ridurre le diseguaglianze e di favorire l’ottimale fruizione del diritto all’istruzione, anche per i privi di mezzi.
Rafforzati uffici ricostruzione post-sisma
Nel 2022 arrivano 52 milioni di euro in più per la stabilizzazione dei contratti a tempo indeterminato negli rffici speciali per la ricostruzione post-sistema. Per il 2021 sono già previsti 30 milioni. “La disposizione – si legge nella relazione illustrativa – è volta ad incrementare di 52 mln di euro, dal 2022, le risorse del fondo finalizzato al concorso agli oneri derivanti dalle assunzioni a tempo indeterminato del personale con rapporto di lavoro a tempo determinato in servizio presso gli Uffici speciali per la ricostruzione e presso gli enti locali dei crateri del sisma del 2009, del sisma del 2012 e del sisma del 2016, nonché gli Enti parco nazionali. Inoltre, viene posto a carico della presente legge l’onere dei 30 milioni per l’anno 2021”.
Nuove assunzioni di medici all’Inps
Prevista nella bozza della manovra l’assunzione di 189 nuovi medici legali all’Inps. “Per le esigenze di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, al fine di assicurare il presidio delle funzioni relative all’invalidità civile e delle attività medico-legali in materia previdenziale e assistenziale affidate, l’Inps è autorizzato, per il biennio 2021-2022, in aggiunta alle vigenti facoltà assunzionali, ad assumere, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, mediante procedure concorsuali pubbliche, per titoli ed esami, 189 unità di personale nella qualifica di medico di primo livello per l’assolvimento delle funzioni medico-legali di propria competenza, nei limiti della vigente dotazione organica. – si legge nella bozza –  Ai fini dell’attuazione della disposizione, si legge, “è autorizzata la spesa di 6.615.000 euro per l’anno 2021 e di 26.460.000 euro a decorrere dall’anno 2022”.
Più borse di studio per l’Università
Arrivano ulteriori 165 milioni nel 2021 per il fondo per il finanziamento ordinario delle università, con lo scopo di finanziare nuove ‘borse di studio’ per l’esonero parziale o totale dei contributi degli studenti universitari.
Confermato il Fondo per l’imprenditoria femminile
Come già nella bozza precedente, la manovra istituisce, presso il ministero dello Sviluppo economico, il “Fondo a sostegno dell’impresa femminile”, al fine di promuovere e sostenere l’avvio e il rafforzamento dell’imprenditoria femminile, la diffusione dei valori di imprenditorialità e lavoro tra la popolazione femminile e massimizzare il contributo, quantitativo e qualitativo, delle donne allo sviluppo economico e sociale del Paese. La bozza che sta per approdare in consiglio dei Ministri stabilisce che, con decreto del ministro dello Sviluppo economico, adottato di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze e con il ministro per le Pari opportunità e la famiglia, entro 60  giorni dall’entrata in vigore della presente Legge, sono individuate la ripartizione della dotazione finanziaria tra i diversi interventi, le modalità di attuazione, i criteri e i termini delle agevolazioni previste dalla presente legge, compreso il rapporto di co-investimento tra le risorse pubbliche e quelle di investitori regolamentati o qualificati, incluse le azioni di controllo e monitoraggio. Il ministero dello Sviluppo economico può utilizzare le proprie società in house per la gestione e l’attuazione degli interventi previsti. La dotazione finanziaria del Fondo è stabilita in 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022.
Pensioni, stretta sulle perequazioni più soft dal 2022
A giudicare dall’ultimo testo entrato in Cdm si prevede che la stretta attualmente in vigore sulla rivalutazione delle pensioni dovrebbe finire, come previsto, alla fine del 2021 e quindi dal 2022 dovrebbe scattare il nuovo meccanismo con solo tre fasce (100% fino a 4 volte il minimo, 90% tra 4 e 5 volte il minimo e 75% sopra questa soglia). Scompare, infatti, dall’ultima bozza ogni riferimento alle misure sulla perequazione automatica degli assegni, introdotte con l’ultima legge di Bilancio. Nelle prime bozze si prevedeva una proroga di un anno, fino quindi a tutto il 2022, dell’attuale stretta, che fa salvi gli assegni fino a 4 volte il minimo e riduce la perequazione con diverse percentuali, fino ad arrivare al 40% per i trattamenti superiori a 9 volte il minimo.



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