La morte di Milva, il saluto di Mattarella: “Interprete colta e sensibile”

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“Con Milva scompare una protagonista della musica italiana, una interprete colta, sensibile e versatile,  molto apprezzata in Italia e all’estero. Esprimo sentimenti di cordoglio e vicinanza alla famiglia”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, attraverso il profilo Twitter del Quirinale ha voluto rendere omaggio all’artista morta ieri a Milano a 81 anni.

“Milva è stata una delle interpreti più intense della canzone italiana. La sua voce ha suscitato profonde emozioni in intere generazioni. Una grande italiana, un’artista che, partita dalla sua amata terra, ha calcato i palcoscenici internazionali rendendo globale il suo successo e portando alto il nome del suo Paese. Addio alla pantera di Goro”, ha detto il ministro della Cultura, Dario Franceschini, tra i primi a ricordare l’artista.

“Con Milva scompare un’interprete raffinata e straordinaria. Una voce intensa e inconfondibile, amata dal pubblico e che in oltre mezzo secolo di successi ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo, dividendosi tra musica leggera, d’autore e opere teatrali”, ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini che ha definito l’artista scomparsa “una figlia dell’eccezionale tradizione canora dell’Emilia-Romagna, dove iniziò la propria carriera tra i locali del ferrarese e di Goro, il suo paese natale”.

“L’Italia piange una delle sue icone più amate”, ha scritto si Twitter il segretario del Pd Enrico Letta.

“Sono vicina alla famiglia di Milva per la sua scomparsa. Grande artista, donna carismatica e voce storica della musica italiana”, ha commentato il sottosegretario alla cultura Lucia Borgonzoni.

“Era una grande artista, un grande personaggio, aveva una grande personalità. Una ragazza nata in provincia, a Goro, partita da lì e arrivata alle vette teatrali con Strehler, su Brecht ha fatto cose enormi. È una grande perdita”, ha detto Pippo Baudo. Nella carriera da cantante di Milva, anche 15 partecipazioni al Festival di Sanremo. “A Sanremo – ha ricordato ancora Baudo – era una dominatrice, era sempre tra le più brave e le più preparate”.

“Tutto il mondo del Teatro e della Musica Italiana saluta una grande artista. Ciao Rossa!”, ha scritto su Facebook Gianni Morandi.

24 aprile. Tutto il mondo del Teatro e della Musica Italiana saluta una grande artista. Ciao Rossa!

Pubblicato da Gianni Morandi su Sabato 24 aprile 2021

“Milva se ne è andata la notizia mi ha colpita profondamente. L’ultima volta che l’ho chiamata non mi parlava ma mi faceva vedere che sfogliava il mio album. Due giorni fa sembrava fosse ancora normale, se normale era la vita che faceva. Una donna che ha avuto tutto, bellezza, talento, una voce meravigliosa ed una carriera straordinaria. Penso ad Edith la sua assistente che le ha dedicato la vita”. Ornella Vanoni ha ricordato così la collega sui suoi profili social.

“Sono davvero molto addolorata. Mi ha chiamato stamattina un autore amico per darmi questa tristissima notizia”, ha detto piangendo Iva Zanicchi all’Adnkronos. “Quando stavo malissimo in ospedale per il Covid, nel novembre scorso – ha raccontato – lei mi ha mandato dei messaggi bellissimi che non dimenticherò mai. Sono addolorata perché va via una persona che ho ritenuto amica, una delle poche nell’ambiente musicale”.

“Pensate – ha rivelato Iva Zanicchi – che Milva era la cantante preferita di mia madre, nonostante io facessi la cantante. Mi diceva: ‘tu sei mia figlia ma lei…’. Era una delle poche vere artiste internazionali che l’Italia abbia partorito. In Germania era una superstar, ma anche in Giappone. Cantava in tutti i Paesi del mondo ma non solo per gli italiani all’estero. Aveva una presenza scenica unica, forse anche grazie a Strelher. E poi quella voce scura, profonda, unica”.

Sui soprannomi d’arte che ricevettero (Mina la Tigre di Cremona, Milva la pantera di Goro e lei l’Aquila di Ligonchio), Iva Zanicchi racconta: “Non so di Mina ma a me e a Milva non piacevano affatto. Poi imparammo a farci pace ma non è che ci facessero impazzire”. La cantante non ha nascosto una certa amarezza per il fatto che la collega fosse stata dimenticata negli ultimi anni “e invece meritava molto di più. Anche il Premio alla Carriera ricevuto a Sanremo arrivò solo dopo molte pressioni dei colleghi e dell’opinione pubblica”.

“Sono troppo triste per esprimere il mio dolore, per la perdita di Milva , una amica, ma soprattutto la più grande Artista che il nostro Paese abbia mai avuto. Non so più cosa aggiungere. . . Non trovo le parole”, ha scritto Cristiano Malgioglio su Twitter. Malgioglio aveva duettato con Milva nel brano ‘Amica’ del disco ‘Amiche’, composto interamente da duetti, pubblicato nel 1991 dalla Dischi Ricordi e più recentemente aveva proposto che le fosse assegnato il premio alla carriera al Festival di Sanremo. Sul social l’artista ha postato una foto che lo ritrae insieme a Milva, lei con un mazzo di rose rosse in mano.

“Non la vedevo da 20 anni ma sapevo tutto di lei tramite un amico comune. Milva è indimenticabile. E anche nella mia vita ha lasciato un’impronta importante. Quando mi chiamò per incidere insieme una nuova versione di ‘Io di notte’, un brano scritto da me nel 1966, ne fui onoratissimo. Io cantavo in italiano e lei in tedesco e il brano ottenne successo anche in Germania con il titolo di ‘Zuviele Nächte ohne dich'”, ha detto Al Bano.

“Ci vedemmo l’ultima volta quando venne ospite al programma ‘Una voce nel sole’, che conducevo nel 2001 su Retequattro. Duettammo, fu una serata affascinante. Lei era una donna molto interessante, partita da umili origini e cresciuta immensamente. Una donna con una grande carica umana”, ha aggiunto Al Bano. Che invece dei Sanremo in cui si trovarono entrambi concorrenti ha meno ricordi: “Da giovane io ero di una timidezza totale e quindi, di fronte a personaggi che ai miei occhi erano così grandi, un pò mi nascondevo…”.

Anche Rachele Bastreghi, voce dei Baustelle, con un post su Istagram ha reso omaggio a Milva.

E Vladimir Luxuria ha voluto rendere salutare l’artista con un aneddoto: “Quando mi presentarono a te tu dicesti “Luxuria? Un nome impegnativo…” e ridemmo insieme. Sono da sempre una tua ammiratrice e voglio ricordarti con un’immagine di quando ti resi omaggio a Tale e Quale Show. Grazie della tua voce dolce e potente…. #milva”.

“Mi porto dentro questo momento, onorato per aver cantato con lei. Intelligenza, classe, passione, cultura, carisma. E una meravigliosa canzone di Giorgio Faletti”, ha scritto sui social Enrico Ruggeri, ricordando Milva e condividendo un video della loro esibizione insieme a Sanremo nel 2007 in The show must go on. Il cantautore l’aveva affiancata nella serata dei duetti.

“È stata e resta un personaggio importante” un personaggio “particolare che non si può inquadrare”, è il ricordo di Filippo Crivelli, regista che ha lavorato nei teatri di tutto il mondo e che ha firmato una lunga serie di spettacoli e tournée della cantante, dal Diario dell’assassinata alla Scala al live al teatro parigino Bouffes du Nord, che ha segnato l’inizio della sua collaborazione con Astor Piazzolla. È questo lo spettacolo che a Crivelli è più rimasto nel cuore. Fu la produttrice Micheline Rozan a proporre a Milva e Piazzolla di organizzare insieme uno spettacolo, e di affidare la regia a Crivelli. “È stato un tale successo che l’abbiamo portato in tutto il mondo. Lo ha subito ripreso anche la tv giapponese”.

Attenta a ogni dettaglio, di una “disciplina maniacale” Crivelli ha raccontato di come Milva fosse molto sorvegliata in ogni gesto, più fuori forse che sul palco. “Era una donna enigmatica. Aveva un suo personaggio – ha spiegato – avvolto in elegantissimi abiti firmati Ferré o Mila Schon. Era intoccabile, poi in scena aveva momenti di relax straordinari” momenti “di istinto che le davano scatti da grande attrice” come nell’esecuzione della Balada para un loco di Piazzolla.

Un vero pigmalione fu per lei Giorgio Strehler. “Andavo a vedere le prove del primo spettacolo con le canzoni di Brecht e Kurt Weill alla piccola Scala e Strehler le diceva ‘stai ferma’, ‘non muovere quel braccio’. L’ha molto studiata per togliere i difetti dei cantanti televisivi e radiofonici. È stata costruita da lui”. Milva per il fondatore del Piccolo è stata in compenso un’eccellente alunna che ha incantato spettatori in Italia e all’estero con la sua “presenza enigmatica e bellissima”.

Commosso anche l’maggio del Piccolo di Milano all’artista “indomita, sensibile, donna appassionata, artista tutta cuore e voce. Ti abbiamo amato, abbiamo cantato con te infinite volte, al Piccolo, quando dal palco ci dirigevi e facevi di ogni serata un happening. Grazie per tutte le emozioni e i pensieri che ci hai regalato!”.

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