La nostalgia degli animali dello zoo di Kiev

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Leggere l’ultima recensione su Tripadvisor fa un certo effetto: è datata gennaio 2002 e, a dire il vero, il visitatore non è rimasto nemmeno troppo soddisfatto. Spulciando fra quelle più remote, anche i più appagati notavano le aree abbandonate e l’oggettiva necessità di una ristrutturazione. Lo zoo di Kiev, al momento, è chiuso. Il tentativo di evacuare gli animali è risultato più faticoso del previsto: per il freddo e per la scarsità di mezzi di trasporto. Alcune tigri e alcuni leoni, comunque, sono stati portati via, per evitare che morissero di fame.

Nel corso della pandemia, qualche giornale raccontò la depressione degli animali negli zoo senza visitatori. Li chiudiamo in questi spettacolari parchi-gabbia, e finiscono per ritrovarsi senza cibo, atterriti, abbandonati – mentre la “specie superiore” si confronta a suon di bombe e razzi. Una battaglia di blindati a mezzo chilometro dallo zoo non dev’essere stata rassicurante per gli ospiti non umani del parco della capitale ucraina. Anche sotto i bombardamenti, comunque, continuano a nascere ghepardi e rinoceronti. Ma il volto interrogativo di questo primate nello zoo di Kiev fa pensare che, se mai stesse provando nostalgia per noi, suoi discendenti Sapiens, è da ritenere del tutto immeritata.

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