La nuova canzone di Sinatra creata da un software

La nuova canzone di Sinatra creata da un software

La Republica News
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Da qualche giorno su SoundCloud, la piattaforma per scoprire la musica che verrà, è spuntata una nuova canzone di Frank Sinatra. Non è esattamente un inedito e in effetti non è mai stato cantato da Sinatra ma la voce è sicuramente la sua. Anche la canzone è nel suo stile, pop classico dedicato al Natale. Ma, di fatto, non esiste. E’ stata creata da una intelligenza artificiale. Il progetto si chiamaJukeBox e se andate su SoundCloud trovate anche presunte canzoni inedite di Ella Fitzgerald, Elvis Presley e dei Beatles. Non sono semplicemente remix, sono canzoni nuove create da un software della società di San Francisco OpenAI, quella che qualche tempo fa aveva creato una macchina in grado di scrivere un testo nello stile di qualunque autore. Qui siamo passati alla voce di grandi cantanti morti (o anche vivi) e fa molta più impressione.Dal punto di vista della musica alcuni dicono che apra un sacco di nuove opportunità: se all’intelligenza artificiale basta analizzare qualche milione di canzoni per iniziare a crearne una nello stile che vuoi, una parte fondamentale del lavoro creativo potrebbe essere appaltata alle macchine. E’ un ragionamento molto ottimistico sul fatto che un capolavoro musicale sia soltanto il frutto di una combinazione di suoni, di parole o di timbri vocali che un algoritmo è capace di calcolare alla perfezione ma lo strumento è molto potente e qualcuno prima o poi lo userà. In ogni caso le canzoni di Sinatra e di Elvis create da OpenAI non sono affatto capolavori, anzi.
Tecnicamente sono dei deepfake, dei falsi realizzati da una intelligenza artificiale utilizzando informazioni vere assemblate in un modo nuovo. Finora si erano viste applicazioni video, ora si è capito che anche l’audio ha il suo dannato senso. Naturalmente non hanno alcun valore artistico, ma scientifico. Ci mostrano un confine della tecnologia con applicazioni pratiche molto più utili che tentare di riportare in vita un cantante morto. Una piattaforma per podcast ha appena lanciato una funzione che consente di correggere una parola o una intera frase senza doverla registrare, è sufficiente scriverla e la tua voce, ricreata da un software, la pronuncerà. Ovviamente da qui a far dire a qualcuno qualcosa che non ha mai detto il passo è brevissimo. Come sempre la tecnologia apre due porte che conducono in poli opposti. Sta a noi scegliere quella giusta.


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