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La pandemia cambia il credito al consumo dei giovani: meno viaggi e “piaceri”, più emergenze e liquidità

La Republica News
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MILANO – L’anno di pandemia, restrizioni e crisi economica ha anche sancito il grande cambiamento dei “millennial”, donne e uomini che hanno tra 25 e 40 anni, alle prese con i prestiti. I nuovi adulti, un po’ per mentalità un po’ per necessità, sono quasi sempre più morigerati dei genitori: più prudenti e consapevoli, più disposti a indebitarsi per ragioni meno futili – anche perché alcuni “piaceri” tipicamente finanziati dal credito al consumo, come viaggi e matrimoni, sono in caduta libera – ma più necessarie ed emergenziali.

Sempre più debiti e sempre più per i giovani

Proprio il bisogno, per molti giovani adulti più impellente dato che sono tra le fasce anagrafiche più esposti, tra partite Iva e contratti precari, ai tagli di reddito, fa sì che il monte dei debiti privati sia in crescita rispetto al 2019. Analizzando 500 mila domande di prestito personale presentate da italiani nati tra il 1981 e il 1996, Facile.it e Prestiti.it hanno scoperto che, l’anno scorso, l’importo medio richiesto è stato 10.907 euro, il 7% più alto che nel 2019. Ad aumentare, oltre agli importi, è anche l’incidenza percentuale delle richieste provenienti dai millennial: nei dati 2020, più di una domanda su tre arriva da chi ha tra 25 e 40 anni (38,1%), il 5% in più rispetto al 2019. Tra l’altro la nicchia del credito al consumo, mercato che in Italia nel 2019 valeva 77 miliardi di euro, è in generale crescita proprio come polmone di riserva delle abitudini di spesa degli italiani. “In un contesto di debolezza dei redditi e di incertezza che rende più cauti e risparmiatori i consumatori, il 51% degli italiani, un po’ per necessità, un po’ per prudenza e comodità, pensa di utilizzare il credito al consumo a supporto dei propri acquisti – si legge nell’ultimo rapporto dedicato dall’Osservatorio Findomestic, relativo al gennaio 2021 -. Si tratta del livello più alto da settembre 2020 (e in aumento rispetto al 45% del mese prima). Il finanziamento sul punto vendita fisico è la modalità preferita con il 63%, seguito dal prestito personale (31%) e dalla carta di credito con rimborso rateale (22%)”.

La staffetta dei dossier: meno viaggi e matrimoni, più liquidità e auto usate

Crescono le richieste di credito per ottenere liquidità, ora al 22,5% del totale e diventate la prima ragione per cui i millennial hanno chiesto un prestito nel 2020, seguita dall’acquisto di auto usate (21,5%). Al terzo posto c’è la ristrutturazione della casa, con il 16,9% delle istanze e che beneficia anche delle agevolazioni fiscali introdotte dal governo Conte (la legge “Superbonus”). Dove la pandemia ha colpito duro è invece su alcune forme più tipiche di prestito al consumo. L’effetto coronavirus si fa sentire specie sui finanziamenti ad alcune delle attività più colpite dai blocchi: i prestiti per la formazione sono in calo del meno 16%, quelli per i matrimoni del 39% e quelli per viaggi e vacanze addirittura del 51%. «La pandemia sta ridefinendo le priorità della generazione Y anche dal punto di vista dell’accesso al credito – spiega Giovanni Scarascia Mugnozza, responsabile prestiti di Facile.it -. Questa fascia anagrafica, però, ha dimostrato di avere un rapporto più maturo con il ricorso al credito che, in un momento di grave incertezza economica e lavorativa come quella attuale, sta rappresentando per lei un’ancora di salvezza».

Le caratteristiche dei prestiti dei millennial

Nella ricerca di Facile.it e Prestiti.it emergono alcune caratteristiche socio-economiche che illustrano i dati. Tra i giovani adulti sono privilegiate le scadenze di breve durata, per fronteggiare imprevisti e spese correnti, o anche solo per rimpolpare la riserva di cassa in caso di emergenza. La prudenza comunque prevale: un’indagine svolta da mUp Reserch e Norstat, otto mesi fa in Italia mostrava che, se in generale meno dell’1% aveva sottoscritto un’assicurazione per la perdita del lavoro, la quota saliva al 4% per fascia più adulta dei millennials, quella tra 35 e 40 anni. Le tendenze dovrebbero proseguire quest’anno, anche se appena ripartiranno i consumi si potrebbe vedere un rimbalzo vigoroso per alcune tipologie di prestito che sono state maggiormente penalizzate dai lockdown. Un’altra spia sociologica riguarda i mestieri dei millennial: a livello nazionale l’incidenza di liberi professionisti e lavoratori autonomi che hanno chiesto questi prestiti sul totale richiedenti 2020 è stato circa il 7,5%, mentre tra i millennials la percentuale di liberi professionisti e lavoratori autonomi supera il 14%. Il doppio.



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