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La Pasqua che non c’è dei soggiornanti in Liguria

La Republica News
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L’unico hotel aperto a Santa Margherita, chiuderà venerdì per riaprire martedì prossimo. A Pasqua conclusa.  «Gli unici clienti sono operai e addetti alla ristrutturazione di alcune ville che torneranno a casa per  le feste   – spiega Aldo Werdin,   presidente dell’Unione Gruppi Albergatori del Levante che conta quasi 200 strutture da Recco a Moneglia – Altro che Pasqua. Qui in Italia dove abbiamo rispettato  i protocolli di sicurezza siamo praticamente tutti chiusi per mancanza di clienti, mentre si può tranquillamente partire per andare all’estero con un tampone e cinque giorni di quarantena al rientro».

L’hanno già soprannominata la “Pasqua che non c’è” , tra l’ordinanza del governatore Giovanni Toti che ha blindato la Liguria e la zona rossa che scatterà sabato,  con i sindaci alle prese con i controlli e il settore turistico completamente fermo, dagli hotel agli stabilimenti balneari.

 Da ieri la Liguria è blindata fino al  6 aprile: l’ordinanza del governatore Toti vieta di spostarsi  nelle seconde case, sia dentro che fuori dalla regione. Vietata, quindi,  la mobilità dalle altre regioni verso le località liguri, e anche all’interno della stessa Liguria.  Le faq  hanno chiarito che  per gli  spostamenti tra comuni , in ambito regionale, per i prossimi giorni varranno le disposizioni  nazionali previste dalla zona  arancione e da quella rossa.

«Speriamo sia l’ultima volta che sentiamo parlare di divieti e zone rosse, per riuscire finalmente a ripartire tra fine aprile e inizio maggio. Qui a Savona  la situazione sanitaria  è ancora molto preoccupante  – spiega Mattia Fiorini, sindaco di Spotorno – Il prefetto ha scritto a tutti i sindaci chiedendoci di intensificare i controlli. Per gli arrivi al casello ci aiuteranno anche i carabinieri ma cercheremo soprattutto di intensificare  le verifiche qui in centro nel fine settimana quando  scatterà la zona rossa ».

E i sindaci, con i confini blindati, provano a guardare avanti. «Non è facile anche gestire i controlli su chi arriva da fuori– spiega  Ugo Frascherelli, sindaco di Finale  Ligure – Sia per riuscire a dimostrare la data di arrivo in Liguria, sia sfruttando le immagini delle telecamere per cui serve comunque tempo per controllarle».

A Finale le seconde case sono 10 mila. «Chi doveva arrivare  l’ha fatto ben prima dell’ordinanza  che, forse, è stata troppo tardiva –  continua il sindaco-  Perdere la Pasqua per noi vuol dire  anche perdere una buona fetta del turismo outdoor e degli stranieri che  si concentra per il 60% proprio nel periodo tra novembre e maggio».

A Camogli le seconde case sono già aperte da tempo . «Per ora non abbiamo fatto controlli straordinari sugli arrivi – spiega Francesco Olivari,  sindaco  di Camogli – Sicuramente ci sarà una stretta nel weekend quando gli spostamenti dovranno essere soltanto legati a motivi  di necessità».

Tutti chiusi anche  gli stabilimenti balneari per il prossimo fine settimana . «Da venerdì anche quelli aperti per elioterapia che quest’anno erano appena una decina, rispetto  alla cinquantina dei tempi pre covid,  chiuderanno fino a martedì – spiega Enrico Schiappapietra, presidente regionale del Sindacato Italiano Balneari che riunisce 1250 stabilimenti- Speriamo che quest’ultimo sacrificio ci permetta di riaprire a pieno ritmo per il 25 aprile o il 1 maggio , un mese prima rispetto allo scorso anno quando la stagione iniziò il 3 giugno ».

E le preoccupazioni sul futuro del settore turistico coinvolgono anche tutti gli hotel della riviera . « Saremmo stati pronti a riaprire  per Pasqua ma siamo consapevoli che la situazione sanitaria non lo consentirà fino a maggio, speravamo in un calo dei contagi  –  conclude  il presidente dell’Unione Gruppi Albergatori del Levante- Ci  sono molte strutture in  difficoltà che stanno dando fondo ai risparmi di una vita sperando  nella ripresa degli spostamenti tra regioni».

E molti albergatori  in queste ore stanno ricevendo offerte da gruppi stranieri per vendere le proprie  strutture con valutazioni al ribasso. 

  «Comprendiamo la necessità di mettere limiti al movimento delle persone nei giorni di Pasqua per far fronte alla terza ondata Covid ma  quello del turismo è un dramma nel più generale dramma dell’economia-  ha ribadito anche  Luca Maestripieri, segretario generale di Cisl Liguria- E’ assolutamente  fondamentale accelerare con  i vaccini per ripartire».



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