La pastera e quella leggenda dei sette ingredienti donati alla sirena Partenope

Pubblicità
Pubblicità

Cosa serve?

Per la pasta frolla: 300 gr di farina, 100 gr di zucchero, 120 gr di burro, 1 uovo intero + 1 tuorlo, 1 cucchiaino di lievito per dolci, i semini di una bacca di vaniglia Per il ripieno: 300 gr di grano precotto, 150 gr di latte, 1 noce di burro, 200 gr di zucchero, 300 gr di ricotta, 3 uova (2 intere + 1 tuorlo), 100 gr di canditi misti, 1/2 arancia spremuta e filtrata, 1 cucchiaino di estratto di vaniglia, 2 cucchiaini di acqua di fiori d’arancio, 1/2 cucchiaino di cannella.

Cosa fare?

Cuocere il grano con il latte e il burro per circa 20 minuti, mescolando spesso finché diventerà una crema. Per renderla più vellutata se ne può frullare una parte.  Far raffreddare e conservare in frigo, coperto, fino al giorno dopo. Scolare la ricotta e setacciarla in una ciotola. Lavorarla a lungo con lo zucchero fino ad ottenere un composto soffice e liscio. Coprire bene e conservare in frigo.
Per la pasta frolla disporre in una ciotola la farina con lo zucchero, il burro freddo a tocchetti, le uova, il lievito e la vaniglia. Lavorare velocemente la frolla con la punta delle dita fino a formare una palla. Coprire con pellicola e lasciar riposare in frigo per almeno mezz’ora. Unire i due composti di ricotta e grano delicatamente, aggiungere le uova, una alla volta, i canditi a pezzetti, l’acqua di fiori d’arancio, la spremuta di arancia, vaniglia e cannella. Stendere con un matterello la pasta frolla su carta forno infarinata tenendone da parte un po’ per la decorazione e capovolgerla delicatamente in uno stampo da pastiera, svasato con i bordi alti. Bucherellare la base con una forchetta. Versare la farcia e coprire con strisce di pasta frolla, tagliate con un rondella ondulata, disposte in modo tale da ottenere dei rombi. Far riposare la pastiera in frigo per un paio d’ore, poi infornare a 150 gradi (forno già caldo) per circa un’ora e un quarto. Deve cuocere a lungo, a temperatura non troppo alta. Il tempo di cottura varia secondo il forno quindi controllare finché la pastiera risulti ambrata e, infilando uno stuzzicadenti al centro, questo risulti asciutto. Una volta sfornata la pastiera deve riposare almeno un giorno. Secondo tradizione si prepara il giovedì santo per mangiarla il giorno di Pasqua.

Curiosità

Come per tutte le ricette della tradizione ci sono mille variazioni sul tema pastiera e altrettante storie sulla sua origine. È suggestiva la leggenda della sirena Partenope che ad ogni primavera si manifestava al popolo dell’antica Neapolis e lo allietava con il suo canto. Per ringraziare la sirena gli abitanti le fecero dono di sette ingredienti preziosi: farina, ricotta, uova, grano tenero, fiori d’arancio, zucchero e spezie. Partenope portò i doni al cospetto degli dei per mostrare loro la generosità del popolo napoletano: questi li mescolarono e nacque la pastiera. Dunque, ingredienti umani e un tocco divino. Molto più probabilmente la pastiera nacque nel 1500 ad opera di una suora del convento di San Gregorio Armeno come dolce per celebrare la Pasqua: uova, ricotta e grano come simboli cristiani, le spezie dal lontano oriente e i fiori d’arancio dalle piante del giardino. Quale che sia l’origine, il gusto paradisiaco della pastiera riuscì a strappare un sorriso compiaciuto perfino alla regina Maria Teresa d’Asburgo, moglie di Ferdinando II di Borbone, considerata algida e distaccata. E i napoletani non si sono fatti scappare l’occasione, da allora, di coniare il detto “magnatell’na risata” che serve a suscitare il buonumore nei più riottosi.

Il fatto

Che notte la notte tra il 28 e il 29 marzo 1994! Si era andati al voto in due giornate e in un clima di grande incertezza, con una nuova legge elettorale, la legge Mattarella, che prevedeva un sistema misto tra maggioritario e proporzionale. All’inizio del 94 Silvio Berlusconi aveva annunciato la sua discesa in campo con un nuovo partito, Forza Italia, alla guida del quale si presentò alle elezioni insieme alla Lega Nord (di Umberto Bossi) e Alleanza Nazionale. Tra il 27 e il 28 marzo gli istituti di sondaggio e gli exit poll ondeggiavano tra vincitori e vinti e solo nella notte tutto fu definito: Forza Italia primo partito, vittoria netta di Silvio Berlusconi. Nella prima pagina del 29 marzo 1994, che vede l’Italia consegnata alla nuova destra, colpisce la notizia della morte di Eugene Ionesco, re dell’assurdo.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source