La risposta al calcio dello sport Usa gia pronti i piani B per salvare la stagione

La risposta al calcio dello sport Usa: già pronti i piani B per salvare la stagione

La Republica News
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NEW YORK – La pandemia sta per paralizzare di nuovo l’America, ma c’è un settore che non si farà trovare impreparato: lo sport. Pur di salvare la stagione e i miliardi di dollari dei diritti tv, le maggiori leghe sono pronte a smontare le formule dei campionati come un mobile Ikea. L’Nba ha annunciato di aver accorciato la stagione, tagliando dieci giornate di campionato. L’hockey della Nhl sta pensando di far disputare partite in serie in “bolle di 10-12 giorni”, mentre la Nfl ha accettato l’idea di accorciare la stagione, allargando il numero dei partecipanti ai playoff. Il senso pratico dei proprietari delle franchigie americane sta emergendo come l’unica vera formula per sopravvivere alla crisi sanitaria globale più grave degli ultimi cento anni, e che in Usa ha finora provocato più di 10 milioni e mezzo di casi e 241 mila morti.L’esempio della Nba, capace di portare a termine con successo la stagione nella ‘bolla’ di Disneyland, ha convinto i miliardari che gestiscono basket, football e hockey, che se c’è un momento per essere compatti e prendere decisioni veloci, è questo. Mentre in Europa ogni variante è vista come atto eversivo, in Usa vanno dritti come un treno, anche perché senza il dramma delle retrocessioni, nessuno rischia il baratro del fallimento sportivo. Il business è business, e milioni di americani, davanti alla buia prospettiva di ritrovarsi di nuovo isolati in casa per mesi, reclamano la loro parte di divertimento davanti alla tv. Stavolta a guidare la svolta non è la Nba, ma la maggiore lega al mondo di football, la Nfl, il cui cuore della stagione batte proprio in questi mesi in cui la pandemia ha ripreso vigore. I proprietari delle franchigie hanno trovato subito l’accordo su una soluzione pratica: sono decisi a portare a termine il programma che prevede per ogni squadra 16 partite, e lo faranno anche se decine di giocatori continueranno a risultare positivi al Covid. Ma hanno già individuato l’alternativa, nel caso la situazione dovesse precipitare. La Nfl ha deciso di allargare i playoff a 16 squadre, due in più del normale. L’obiettivo è evitare che qualcuno perda l’accesso alla fase finale solo perché una partita è saltata per un boom di contagi.
L’Nba non ha tradito la sua immagine di lega efficiente: la stagione, fissata inizialmente al 18 gennaio, comincerà il 22 dicembre, per offrire agli americani il grande show sotto le feste di Natale. Rispetto alla tradizione si partirà due mesi dopo, ma nessun problema: ogni franchigia disputerà solo 72 partite, dieci in meno delle classiche 82. Taglio rapido e indolore, anche perché la stagione regolare, con le posizioni dei playoff quasi tutte delineate, nel finale ha spesso assunto i toni del blando intrattenimento da circo. L’hockey è la terza lega ad aver mostrato che c’è vita sul ghiaccio anche in piena pandemia: dopo aver portato a termine la stagione, giocando in Canada, e insolitamente a settembre, la finale tra i Dallas Stars e i Lightning di Tampa Bay, risultati vincitori, la lega sta prendendo in considerazione l’ipotesi di una “bolla variabile”: vuole ridurre le partite in programma, ma tenendo tutti i giocatori, per un tempo limitato, in una bolla dove giocare una serie di partite a raffiche, isolati dal resto del mondo, e sottoposti a rigorose misure di sicureza sanitaria, prima di consentire agli atleti di uscire e tornare dalle famiglie per un breve periodo. “L’idea – ha spiegato al New York Times il commissioner, Gary Bettman – è giocare per 10-12 giorni una serie di partite. Torni a casa per una settimana, e poi rifacciamo un’altra serie”.


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