“La scuola va protetta, noi ci fidiamo delle famiglie”. La Azzolina dalla d’Urso mette le mani avanti sulla riapertura

Libero Quotidiano News

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Francesco Fredella 14 settembre 2020

Entra in studio al Live con le note di Venditti. “Notte prima degli esami”: anche per la ministra dell’Istruzione Azzolina è la sua notte prima del grande ritorno a scuola. La campanella squilla in quasi tutte le regioni d’Italia e la ministra Azzolina sceglie il programma della domenica sera della d’Urso per fare chiarezza. “Le mamme misureranno la temperatura ai bambini a casa, è stata una scelta ponderata”, esordisce. “Se un bambino sta male è più sensato che stia a casa rispetto all’idea di farlo viaggiare in autobus o esporlo al rischio di un contagio. Non dobbiamo risolvere il problema quando si presenta, dobbiamo prevenirlo prima”, continua la ministra dell’Istruzione. Ma non sarebbe meglio misurare la febbre all’ingresso, prima di entrare a scuola? La domanda sorge spontanea, direbbe qualcuno. Secca la replica. “Abbiamo in ogni istituto migliaia di studenti. Devono stare ad un metro distanza. Significa 3 km di fila. La scuola va protetta e serve un senso di responsabilità di tutti. Sarà un anno difficile e complesso, ma ci fidiamo delle famiglie”, continua la Azzolina. “Dai 6 anni in su, se c’è il distanziamento, possono abbassare la mascherina – dice la ministra – Poi va tenuta in tutte le situazioni di movimento. Sempre la mascherina. Possono mangiare in mensa, in classe. La scuola deve ricominciare lo stesso in un anno diverso, straordinario”. 

Molte scuole sono ancora senza quei famosi banchi con le rotelle a prova di distanziamento. Ma la scuola inizia lo stesso. E cosa accadrà? Sembra esserci molta confusione. La ministra, però, cerca di fare chiarezza.“I banchi sono in consegna da qui a fine ottobre: 2,4 milioni di banchi saranno dati alle scuole. Ma in questo anno non si è mai investito in precedenza”, dice la Azzolina dalla d’Urso. “Abbiamo lavorato tutta l’estate per garantire al massimo la ripresa in sicurezza della scuola. Sto parlando con molti dirigenti scolastici che mi dicono che non hanno mai avuto soldi come in questo momento. Abbiamo nominato un commissario straordinario che si è occupato della gara per l’acquisto dei banchi. I soldi li mettiamo noi come Stato”, assicura la ministra.  Sarà, probabilmente, complicato costringere i ragazzi a stare 5-6 ore con la mascherina al volto. Per la ministra, invece, sarà uno sforzo possibile. “Studenti andranno a occupare nuovi spazi: fiere, teatri, edifici scolastici dismessi”, assicura. Al via il primo giorno di scuola. Il resto è storia di queste ore.

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