La Serie A brucia il presidente di Confindustria: Bonomi prende un solo voto

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La Serie A brucia un altro nome. Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, non sarà il presidente della Lega del calcio: alla seconda votazione per eleggere il presidente, l’assemblea dei presidenti ha votato ancora scheda bianca. In 19 hanno scelto di non decidere: le big hanno ritirato la candidatura di Bonomi una volta che – prima del voto – era emerso come il suo nome,quello su cui la maggioranza dei club aveva trovato un’intesa, in realtà non avesse i numeri per raggiungere le 14 preferenze necessarie ad essere eletto. Oltre alla raffica di “bianche”, un solo voto per Bonomi. Un “attentato” di chi certamente non lo voleva. Perché nominarlo, in un’elezione da cui era stato preventivamente escluso per non sporcarne l’immagine con una sconfitta, è un modo per bruciarne il nome, renderlo impresentabile anche alla prossima tornata, quando basteranno 11 voti per essere eletti. Un successo per Claudio Lotito, che vuole un presidente manovrabile, non  forte e indipendente come il numero uno di Confindustria.

La Lega Serie A si spacca su Carlo Bonomi presidente

In questo senso, i piani del leader laziale – alla guida del fronte di minoranza che comprende De Laurentiis del Napoli, Setti del Verona, Campoccia dell’Udinese e Barone della Fiorentina – erano chiari dall’inizio: arrivare alla terza votazione, per far eleggere a maggioranza semplice il proprio candidato. Che, da qualche giorno, avrebbe identificato in Lorenzo Casini, 46enne capo di gabinetto del Mibact, il ministero di Dario Franceschini. Un nome connesso strettamente a quello di Gaetano Blandini, il consigliere indipendente che proprio Lotito ha fatto eleggere un paio di settimane fa in Lega. Insomma, il primo round della sfida è andato al comparto di minoranza. Che però, può contare sul sostegno di un gruppo più nutrito del previsto, di franchi tiratori. 

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