La situazione della guerra tra Ucraina e Russia: cosa è successo oggi

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ROMA – La nuova giornata dell’offensiva russa in Ucraina si apre con il massiccio bombardamento di missili russi piovuti nella notte sul cielo di Kiev. La capitale si prepara a resistere all’assalto verso il centro della città dell’esercito russo e mezzi blindati ucraini sono entrati in città nel pomeriggio per contrastare l’avanzata delle truppe, mentre il governo ucraino che ha fatto appello al popolo di Kiev a fare tutto il possibile per resistere alle forze armate di Mosca.

L’invito di Zelensky al confronto. Putin all’esercito ucraino: “Prendete il potere e negoziate con me”

In mattinata il presidente ucraino Volodymy Zelensky ha lanciato un nuovo invito al presidente russo a sedersi intorno a un tavolo e a fermare l’offensiva: “Voglio fare appello ancora una volta al presidente della Federazione Russa. I combattimenti sono in corso in tutta l’Ucraina. Sediamoci al tavolo dei negoziati per fermare la morte di persone”, ha detto Zelensky in un briefing nel suo ufficio. Da parte russa il presidente Vladimir Putin ha invece rivolto un appello alle forze armate ucraine chiedendo di prendere il potere per potere negoziare direttamente con Mosca. “Sarebbe molto più facile parlare con voi, negoziare con voi che con questa banda di nazisti che ha catturato Kiev”, ha detto Putin.  Nel pomeriggio indicazioni ancora più chiare arrivano dal portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dall’agenzia Ria Novosti. Vladimir Putin “è pronto a inviare a
Minsk una delegazione russa a livello di rappresentanti del Ministero della Difesa, del Ministero degli Affari Esteri e dell’amministrazione presidenziale per negoziati con una delegazione ucraina”, ha detto Peskov, citato dall’agenzia Ria Novosti.

La battaglia

Cresce la resistenza ucraina, i russi schierano altre truppe

Zelensky a Kiev: “Difendiamo l’indipendenza”

Il presidente ucraino Zelensky nel pomeriggio si è mostrato in un video davanti al palazzo presidenziale, anche per rassicurare sulla sua permanenza nella capitale.  “Siamo tutti qui”, a Kiev, “i nostri militari, i nostri concittadini, la società, siamo tutti qui per difendere la nostra indipendenza, il nostro Stato”, ha detto Zelensky con al suo fianco anche il premier Denys Chmygal. Poche ore prima il presidente ucraino si era scagliato contro l’eccessiva lentezza delle contromisure dei Paesi occidentali. Il presidente Usa avrebbe usato toni ancora più drammatici avrebbe nell’ultimo confronto video con i Paesi occidentali. “Durante la videoconferenza della scorsa notte il presidente ucraino Zelensky ha detto ai leader dell’Ue: ‘Questa potrebbe essere l’ultima volta che mi vedete vivò, mi hanno detto due fonti informate sulla chiamata”, ha scritto su Twitter Barak Ravid corrispondente diplomatico di Walla News e Axios.

La resistenza impossibile dell’Isola dei Serpenti. L’Ucraina celebra i suoi 13 soldati eroi schiacciati dai russi

La telefonta XI-Putin. L’Europa apre all’eclusione russa dallo Swift

La giornata registra l’intevento cinese sul conflitto militare in corso. In una telefonata tra il presidente Xi Jinping e Vladimir Putin Pechino avrebbe spiegato di sostenere l’idea di un negoziato tra i due Paesi.  Mentre la Nato guarda con preoccupazione alle cyber armi messe in campo da Mosca, è sorattutto il fronte diplomatico ad essere incandescente. L’Europa è ancora al lavoro sulle misure politiche e commerciali da mettere in campo per contrastare Mosca. Il nodo ancora irrisolto riguarda lo Swift, il sistema internazionale dei pagamenti. Sull’esclusione della Russia i Paesi non hanno ancora trovato un’intesa, con la Francia che si è espressa pubblicamente a favore dello stop e la Germania, più prudente nelle ultime ore, è sembrata nelle ultime ore più aperta, spiegando che escludere Mosca “è un’opzione”.

Ucraina, colloquio telefonico tra Xi e Putin: “La Cina sostiene i negoziati tra Mosca e Kiev”

Russia, le prime condanne per le proteste. Accesso limitato a Fecebook

Sulla sponda russa proseguono le proteste nel Paese contro l’intervento militare mentre l’acesso a Facebook risulta limitato nel Paese. Dopo i circa 1.800 fermi compiuti ieri dalla polizia in manifestazioni contro la guerra svoltesi a Mosca e in un’altra cinquantina di città russe, oggi si è avuta notizia delle prime due condanne. A Ilya Fomintsev, fondatore e direttore della Fondazione di San Pietroburgo “Non invano”, sono stati inflitti 20 giorni di arresto. Mentre un tribunale di Mosca ha  condannato a 10 giorni di arresto a Kirill Goncharov, vice capo della sezione moscovita del partito d’opposizione russo Yabloko, ritenendolo colpevole dell’organizzazione della manifestazione di ieri nel centro della capitale.

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