La situazione della guerra tra Ucraina e Russia: cos’è successo oggi

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Il discorso di Putin, l’attacco, l’invasione

Con discorso diffuso in tv giovedì mattina, registrato probabilmente già lunedì scorso, il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato l’attacco militare all’Ucraina. Il presidente russo ha detto di “aver autorizzato un’operazione militare speciale” nel Donbass e in Ucraina per “smilitarizzare e denazificare il Paese”. “Le circostanze richiedono un’azione decisa e immediata. Le Repubbliche popolari del Donbass si sono rivolte alla Russia con una richiesta di aiuto. A questo proposito, ai sensi dell’articolo 51, parte 7 della Carta delle Nazioni Unite, con l’approvazione del Consiglio della Federazione e in virtù dei trattati di amicizia ratificati dall’Assemblea federale e di mutua assistenza con DPR e LPR, ho deciso di condurre un’operazione militare speciale”.  Putin ha detto che “una ulteriore espansione della Nato e il suo uso del territorio dell’Ucraina sono inaccettabili”. Rivolto agli ucraini ha detto: “I vostri nonni non hanno combattuto per aiutare i neonazisti”.

I russi avanzano su tutti i fronti

Putin ha anche minacciato: “Non farò lo stesso errore due volte nel compiacere l’Occidente, chiunque tenti di crearci ostacoli e interferire sappia che la Russia risponderà con delle conseguenze mai viste prima. Siamo preparati a tutto. Spero di essere ascoltato”.

Gli ucraini avevano già chiuso lo spazio aereo

Già alle 3 del mattino, dopo aver consultato l’intelligence Usa, le autorità ucraine avevano chiuso lo spazio aereo ai voli civili. “A causa di possibili minacce per l’aviazione civile”. Kiev ha emesso un NOTAM, secondo il sistema di allerta internazionale per il personale aereo. “I voli di aerei civili entro i confini delle regioni di Kiev, Dnipro, Lvov, Odessa, Simferopol sono limitati a causa di una potenziale minaccia per l’aviazione civile”

L’ultimo appello del segretario Onu Antonio Guterres

Già alle 3,15 ora italiana (21,15 a New York) il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres aveva lanciato un ultimo disperato appello: “Presidente Putin, fermi i suoi soldati dall’attaccare l’Ucraina”. Poco prima l’ambasciatrice americana alle Nazioni Unite aveva dichiarato che “assieme alle autorità ucraine riteniamo che la Russia stia per lanciare una invasione totale dell’Ucraina”.

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La condanna di Biden

Il presidente americano Joe Biden ha seguito in diretta i momenti in cui Vladimir Putin ha annunciato i suoi ordini di attacco. Era in seduta con il Consiglio di sicurezza nazionale: “Quello della Russia è un attacco ingiustificato, causerà perdite di vita e sofferenza catastrofica. Le preghiere del mondo sono con il popolo ucraino stanotte mentre subisce un attacco non provocato e ingiustificato da parte delle forze militari russe. Il presidente Putin ha scelto una guerra premeditata che porterà una catastrofica perdita di vite umane e sofferenze umane”.

Petrolio vola, Brent a 100 dollari, per prima volta dal 2014

Già alle 4,37 le agenzie di stampa riferiscono il pretto del petrolio Brent sui mercati internazionali per la prima volta dal 2014 vola a più di 100 dollari al barile. A metà mattinata si impenna il prezzo del gas sul mercato di Amsterdam, benchmark del metano per l’Europa continentale. Dopo l’attacco russo, i future sono saliti fino a un massimo del 41%, a 125 euro al megawattora.

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Prime notizie sulle città assaltate

Secondo il Pentagono, nelle prime ore dell’attacco all’Ucraina sono stati lanciati oltre cento missili. L’attacco è iniziato col lancio di missili ed andato avanti con “tre assi di assalto”. Un assalto dalla Crimea verso la città di Kherson (asse sud-nord), un altro dalla Bielorussia verso Kiev (Centro-Nord verso Sud) e una terza direttrice “giusto a Nord-Ovest e Nord-Est di Kiev a partire dalla Bielorussia. Sono stati usati “missili balistici a corto raggio, missili balistici a medio raggio, missili da crociera, missili terra-aria e missili lanciati dal Mar Nero”. Alle prime fasi dell’attacco hanno preso parte 75 aerei e contemporaneamente sono partite le incursioni di terra.

Trump, “con me non sarebbe mai successo”

Drammatica dichiarazione alla Fox dell’ex presidente americano Donald Trump alle 5 del mattino in Europa: l’attacco è “una cosa molto triste per il mondo, beh ma questo è qualcosa che non sarebbe mai successo. Questo non sarebbe successo durante la mia amministrazione. Non ci sarebbe stato spazio”. Il commento è arrivato il giorno dopo le lodi che Trump aveva fatto al presidente russo Vladimir Putin, definito un “genio”.

Legge marziale: il presidente ucraino Zelensky parla alla nazione

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha parlato in tv al paese. Ha rivelato che la Russia ha effettuato attacchi missilistici sulle infrastrutture dell’Ucraina e sulle guardie di frontiera ucraine. Ha annunciato la legge marziale e ha detto di aver parlato con il presidente Biden. “L’esercito è operativo. Sarò con voi costantemente. Siate forti. Vinceremo perché siamo l’Ucraina. Gloria all’Ucraina”.

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Germania, Francia, Italia, Gran Bretagna, Unione Europea condannano

Il primo a lanciare un comunicato di condanna dell’attacco russo è stato il cancelliere tedesco Olof Scholz: il suo testo è stato ripreso dalle agenzie di stampa alle 6,06. L’attacco è una palese violazione della legge internazionale”. “È un giorno terribile per l’Ucraina e un giorno oscuro per l’Europa”. Il primo ministro britannico Boris Johnson ha parlato al telefono con il presidente ucraino Zelenskiy e ha detto di essere “inorridito” per quello che definisce “un attacco non provocato: il presidente Putin ha scelto la strada del bagno di sangue e della distruzione”.

Il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi ha detto che “il Governo italiano condanna l’attacco della Russia all’Ucraina. È ingiustificato e ingiustificabile. L’Italia è vicina al popolo e alle istituzioni ucraine in questo momento drammatico. Siamo al lavoro con gli alleati europei e della Nato per rispondere immediatamente, con unità e determinazione”.

La presidente della Commissione Ue, Ursula Von Der Leyen, ha detto di “condannare fermamente l’attacco ingiustificato della Russia all’Ucraina. In queste ore buie, i nostri pensieri sono rivolti alle donne, uomini e bambini innocenti mentre affrontano questo attacco non provocato e la paura per le loro vite. Riterremo responsabile il Cremlino”.

A metà mattinata quante città colpite o sotto attacco

Sono otto, sette in Ucraina e una in Russia, le prime città coinvolte dalla guerra tra i due Paesi. Secondo la Cnn a metà mattinata sono Kiev: nella capitale ucraina sono state sentite le prime esplosioni, durante la diretta live, al punto che il giornalista, Matthew Chance, ha dovuto interrompere per alcuni minuti il collegamento, per indossare il giubbotto antiproiettile e l’elmetto. Kharkiv: nella seconda città più grande dell’Ucraina, sono state sentite esplosioni. Kramatorsk: due persone hanno segnalato esplosioni in questa città che si trova a 120 chilometri a nord rispetto al Donbass, invaso dai militari russi. Dnipro: una residente ha segnalato alcune esplosioni. Mariupol: esplosioni nella zona est della città portuale, che si trova a sudest, oltre la Crimea sul Mare d’Azov. Odessa: esplosioni e possibili sbarchi di marines russi dal mare. Nella città russa di Belgorod, 80 chilometri a nord di Kharkiv, sono stati sentiti colpi di artiglieria, probabilmente i partenza verso l’Ucraina.

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Condanna anche il Giappone

L’invasione russa dell’Ucraina “scuote le fondamenta dell’ordine internazionale, che non consente tentativi unilaterali di cambiare lo status quo”. Il premier giapponese Fumio Kishida, al termine del Consiglio di sicurezza nazionale, ha detto che Tokyo “condanna fermamente la Russia. Coordineremo gli sforzi con la comunità internazionale, compresi gli Stati Uniti, e affronteremo questo problema rapidamente”.

Anche dal G7 una condanna unanime

Con una dichiarazione congiunta dopo un vertice online, i leader del G7 hanno affermato che il presidente russo Vladimir Putin ha “reintrodotto la guerra nel continente europeo. Si è messo dalla parte sbagliata della storia”. I leader di Stati Uniti, Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia, Giappone e Canada condannano “Putin per il suo rifiuto di impegnarsi in un processo diplomatico per affrontare questioni relative alla sicurezza europea, nonostante le nostre ripetute offerte. Siamo sconvolti da questo attacco immotivato e completamente ingiustificato allo stato democratico dell’Ucraina, preceduto da affermazioni inventate e accuse infondate.

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