La situazione della guerra tra Ucraina e Russia: cos’è successo oggi

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La centrale incendiata

L’avanzata dei russi in Ucraina procede soprattutto da sud, mentre resta ferma a nord di Kiev. Nella loro avanzata dalla costa, risalendo il fiume Dnepr, i soldati russi hanno incontrato Zaporizhzhia, dove si trova la più grande centrale nucleare d’Europa, fonte di un quarto dell’elettricità dell’Ucraina. Durante i combattimenti della notte un proiettile ha colpito un edificio della centrale: non un reattore, ma un edificio dedicato all’addestramento che si trova a mezzo chilometro.

Le fiamme che hanno illuminato il cielo notturno hanno fatto pensare al peggio. Venerdì mattina però sia le autorità ucraine che l’Aiea, Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, hanno escluso fughe radioattive e danni diretti alla centrale. Il fuoco è stato spento in poche ore e i livelli di radioattività restano normali, secondo misurazioni effettuate da diversi paesi, dalla Svezia alla Cina. L’impianto nucleare comunque, così come la città, sono caduti nelle mani dei russi.

Il direttore dell’Aiea Rafael Grossi ha chiesto di potersi recare a Chernobyl. Anche l’impianto dismesso per l’incidente del 1986 era caduto nelle mani dei russi all’inizio della guerra, causando un primo allarme generalizzato. Grossi vuole stringere un accordo con gli occupanti per impedire il ripetersi di attacchi alle strutture nucleari ucraine.

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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato i russi: “Sapevano cosa stavano colpendo, hanno mirato direttamente il sito”. L’ambasciata americana a Kiev ha diffuso un tweet: “Attaccare una centrale nucleare costituisce un crimine di guerra”.

La stretta sui media russi e la scelta della Bbc

La Bbc ha deciso di richiamare i suoi giornalisti che lavorano in Russia, dopo una legge appena approvata dalla Duma, il parlamento russo, che limita la libertà di stampa. Le misure decise da Mosca, scrive in un comunicato l’emittente inglese, “colpiscono l’indipendenza del giornalista e questo non ci lascia altra scelta che sospendere temporaneamente il lavoro dei nostri giornalisti. Bbc News Service in Russia continuerà ad operare fuori dalla Russia. La sicurezza del nostro staff è la nostra priorità e non siamo pronti a esporlo ai rischi criminali mentre fanno il loro lavoro”.

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La Bbc non è l’unica vittima della stretta russa sui media. Novaya Gazeta, il giornale del premio Nobel per la pace Dmitry Muratov, ha dovuto rimuovere tutti i contenuti sulla guerra in Ucraina per non incorrere nella censura. Bloccati anche i contenuti di Deutsche Welle, Voice of America e del sito russo Meduza. Tutti sono stati accusati dal Cremlino di diffondere “false notizie” sul conflitto. E’ vietato ad esempio parlare di Ucraina usando la parola “guerra”.

“Cento bimbi uccisi in un giorno”

Mariupol a sud e Kharkiv a est restano pesantemente sotto attacco. A Kharkiv, secondo Save The Children, i bombardamenti hanno ucciso cento bambini in un giorno: “Cento bambini uccisi in 24 ore sono un’onta per le coscienze di tutto il mondo” ha fatto sapere l’organizzazione. A Kiev invece prosegue un relativo stallo (la giornata è stata comunque costellata dalle esplosioni). Il convoglio di blindati russi lungo 60 chilometri resta fermo a 25 chilometri a nord della capitale. Mancanza di cibo, carburante e “traffico” causato dai mezzi danneggiati sono il simbolo del fallito obiettivo russo di conquistare l’Ucraina con una guerra lampo.

Kharkiv (afp)

Le città occupate del Sud

E’ sul fronte sud al momento che la guerra sta colpendo più duro. Kherson, sul Mar Nero, alla foce del Dnepr, è stata la prima città occupata dai russi. Il sindaco Igor Kolykhaiev ha pubblicato le regole imposte dagli invasori su Facebook. Gli abitanti non possono lasciare le loro case in gruppi più grandi di due persone. Le auto possono avanzare solo a passo d’uomo. “Abbiamo enormi difficoltà per raccogliere e seppellire i cadaveri, rimuovere la spazzatura, distribuire il cibo e i medicinali”. Più a est a Mariupol, sulla riva del Mar d’Azov, Mariupol è ancora assediata. Il sindaco ha parlato di una città bombardata e allo stremo, senza cibo, acqua, elettricità e quindi riscaldamento.

Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha accusato la Russia: “Abbiamo osservato l’uso di bombe a grappolo e abbiamo avuto notizie di altri tipi di armi in violazione degli accordi internazionali”.

Incendio a Mariupol (reuters)

I profughi continuano a lasciare l’Ucraina

L’Agenzia Onu per i rifugiati ha fatto sapere che 1,3 milioni di persone hanno lasciato l’Ucraina e almeno 249 civili sono stati uccisi negli scontri. Sono solo le vittime ufficiali, il bilancio reale è sicuramente molto più alto, avverte l’Onu. Per quanto riguarda i profughi, circa la metà è andata in Polonia. Quasi 150mila persone, soprattutto dalle provincie orientali di Donetsk e Luhansk, già semi-occupate dai russi, sono invece fuggite in Russia.

Attacco alla centrale nucleare Zaporizhzhia. L’Aiea: “Nessuna fuga radioattiva ma problemi tecnici a Chernobyl”

Giovedì i negoziati fra russi e ucraini erano sfociati in un accordo per istituire i corridoi umanitari. Al momento ne hanno bisogno soprattutto le città assediate del sud. E’ ancora presto per vederne una concreta applicazione, ma emergono le prime perplessità. Lo European Institute for Peace fa notare ad esempio, per bocca della responsabile Emma Beals, che in Siria la Russia ha usato i corridoi umanitari per rifornirsi e riorganizzarsi.

Centro di accoglienza in Polonia (ansa)

Aerei da guerra per l’Ucraina in arrivo dalla Polonia 

“La Polonia ha in programma di inviare aeroplani all’Ucraina” ha detto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, dopo aver confermato che una no fly zone controllata dall’Alleanza sarebbe troppo rischiosa. La richiesta della no fly zone era stata avanzata dal presidente ucraino Zelensky. Ma un incidente con un velivolo russo farebbe scattare il meccanismo di difesa della Nato, causando di fatto un conflitto con Mosca. Durante la conferenza stampa di Stoltenberg a Bruxelles decine di manifestanti gridavano fuori dalla sede dell’Alleanza: “Nato, agisci ora”.

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“Questa è la peggiore aggressione militare da decenni, con città, scuole, ospedali, edifici residenziali bombardati e attacchi alle centrali nucleari” ha aggiunto Stoltenberg. “I giorni che verranno probabilmente saranno peggiori, con più morti e più distruzione. C’è ampio accordo sul fatto che dobbiamo fare di più per sostenere” la Georgia, la Bosnia e la Moldavia “perché potrebbero essere a rischio, esposte a ulteriori interventi, sovversione e potenzialmente anche ad attacchi da parte delle forze armate russe”.

Nuove trattative nel fine settimana

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha parlato oggi con Vladimir Putin. I due si sono messi d’accordo su un nuovo round di negoziati fra russi e ucraini, che avverrà nel week end. Il presidente russo però ha proseguito con il suo tono bellicoso. In un discorso tv ha chiesto a coloro che si oppongono alle azioni della Russia in Ucraina di “non esacerbare la situazione” imponendo ulteriori sanzioni al suo Paese.

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