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La storia della manicure, dalla Mesopotamia a Rihanna

La Republica News
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Nell’Antico Egitto, periodo in cui la cosmesi e l’estetica erano molto sviluppate, il rosso sulle unghie delle donne rappresentava il potere: più la tonalità di rosso era intenso e più la donna aveva potere. La regina Nefertiti era famosa per lo smalto rosso rubino ottenuto da una specie particolare di henné e, si narra, anche da alcune gocce di sangue. Cleopatra, invece, sceglieva il rosso cremisi per la sua manicure. Fu poi nell’Antica Roma che fece la sua comparsa la prima manicure simile a quella di oggi. Le donne patrizie, infatti, erano abituate a curare le mani immergendole in oli essenziali e infusi profumati a base di piante e fiori. Così, le mani curate iniziarono a rappresentare l’alta società che oziava ed era piena di agi, mentre quelle sporche identificavano la classe povera dei lavoratori. Come per il trucco, durante il Medioevo anche la manicure vive un periodo buio e viene dimenticata. L’interesse per la bellezza delle unghie ritorna nel Rinascimento, quando tra i rappresentanti dell’aristocrazia europea riprende l’abitudine di curare mani e unghie prodotti specifici (Foto: Elizabeth Taylor nel film Cleopatra del 1963, artwork on GettyImages).
 

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