La vendetta di Wanda Nara tra Garcia Marquez e una soap opera social

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Si dev’essere maschi, maschi biologici e cis e bianchi e analogici e nati assai prima della caduta del muro di Berlino e domiciliati a Craco o a Peshawar, per credere che il tradimento sia un reato di cui pentirsi con ostensione pubblica quotidiana, come ha preso a fare Mauro Icardi da qualche giorno e chissà per quanto tempo ancora continuerà.

Il romanzo a puntate, anzi a post, di questa sua espiazione è, nell’idea che tutti se ne fanno inevitabilmente, pilotato e coscritto da Wanda Nara, che ha fatto di lui il più celebre dei mariti di di questo tempo e anche il più atipico: mentre gli altri sono dei Fedez, dei mangiacarriere, e dalle mogli ricevono fan base, credibilità, doppie e triple A, stando ben attenti a non sorpassarle mai, lui con Wanda ha fatto l’opposto, s’è offerto in sacrificio per lei, deprezzando il suo talento, sperando così che gli venisse perdonato d’essersi preso tutto, inclusa la moglie di un amico, e ottenendo nient’altro che, appunto, il cartellino di “marito di”, al quale tiene, com’è evidente, più che a qualsiasi altra cosa.

Il post di Wanda Nara 

È la cosa più facile e divertente del mondo immaginare che lei lo abbia riammesso in casa a patto che lui si prostrasse ogni giorno sui social, dichiarandole quell’avvilente sentimento pentimento degli adulteri che sempre consiste nell’elogio delle virtù domestiche del tradito da parte del traditore – “grazie amore mio per aver continuato a fidarti di questa famiglia, sei il motore delle nostre vite”,”Feliz Dìa Mamucha”, “Abbracciami forte”.

Non è ancora chiaro quanto e come Icardi abbia tradito Wanda Nara, ma è assai probabile che lo abbia fatto con una ventinovenne detta China, assai bella e assai madre (ha tre figli e ventinove anni).

È la cosa più facile e divertente del mondo immaginare che la tortura cui Nara sta sottoponendo suo marito sia non solo di dirgli a ogni minuto scrivi su Instagram quanto mi ami e quanto sei miserabile o ti porto via casa, figli, mutande e quel poco di reputazione che ti resta, ma pure con quale frequenza, con quali virgole, con quali parole, con quali foto – l’alternanza di scatti in cui lei è seminuda e quella in cui, invece, è circondata da figli, figlie, borse di Gucci, governanti e cani, in effetti, è sospetta.

Questa facile e divertente versione dei fatti è rafforzata dalla tortura maxima: Wanda non risponde. Non un cuoricino, non una reazione, non un repost. Niente. Non ha nemmeno ripristinato il follow: tra i 1078 seguiti del suo profilo Instagram, suo marito non compare. Ieri, qualche giornale ha scritto che lei avrebbe chiesto aiuto a Maxi Lopez, il quale si sarebbe precipitato a Parigi e le starebbe tenendo i figli mentre lei edita i per grazia ricevuta del marito.

Ricorderete che Maxi Lopez è l’uomo al quale Wanda Nara era sposata quando Icardi si innamorò di lei, ricambiato nel nanosecondo più denso della storia del calcio. E ricorderete che Lopez trascurava Nara e molto si disse di questo: lei lo aveva lasciato, pur amandolo, per vendetta, la vendetta più atroce poiché Lopez e Icardi erano amici.

E ricorderete anche che, tre anni fa, Lopez cercò di trascinarla in tribunale per farla sbattere in galera con l’accusa di aver pubblicato il suo numero di cellulare sui social, causandogli un intasamento del traffico telefonico in giorni cruciali del calciomercato, e lei anziché presentarsi in aula, passò il pomeriggio a fare shopping e selfie.

A questo punto, dopo esserci resi conto che la sceneggiatura di quest’ibrido di Marquez e Senora è troppo articolata per essere vera, e che quindi Mauro e Wanda stanno regalandoci il film che vuole il pubblico che non abbiamo il coraggio di ammettere di essere, e che probabilmente in questo momento sono nudi su un tappeto di pelo di puma a imbastire un finale degno di noi e di loro, la sola cosa che conta, forse, è chiederci se non sia stata anche un po’ colpa di tutto il nostro incolpare Wanda Nara di qualsiasi cosa, se adesso ci tocca la soap opera dell’espiazione.

Nemmeno il fluid ha ripristinato il perdono dell’adulterio, ma possiamo davvero credere che una come Wanda Nara, una che s’è cucita i figli sulle scarpe, una che ha avuto il fegato di sopportare gli interisti che le davano addosso, di piangere sul divanetto di TikiTaka, di dire in un microfono “abbiamo fatto l’amore 15 volte in 28 ore”, di regalare a suo marito, per i suoi 29 anni, un Labrador e un coltello, ecco, possiamo davvero credere che sia ferita dalla scappatella del marito con una China? Co-sceneggiata o meno che sia, questa di Nara è la vendetta contro suocera, cognata, tifosi, giornalisti, allenatori e spogliatoi: un universo implacabile di calunniatori che non hai mai sopportato la sua invulnerabilità e ai quali adesso può servire il piatto di sempre, il sacrificio di Icardi, senza che nessuno possa fiatare, poiché lei è stata tradita e per i traditi, in questo paese, c’è sempre l’indulgenza plenaria.

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