L’abitudine perduta di andare al cinema

La Republica News

Dicono che negli Stati Uniti la pandemia abbia mandato a picco l’industria dei jeans. Dicono che solo con il lockdown avremmo scoperto che questo pantalone che sembrava eterno non è poi così comodo come ci dicevamo. Per la stessa ragione, dicono altri, in Francia sarebbero andati in crisi i reggiseni. Chissà se è vero, se è una crisi passeggera o qualcosa di questi cambiamenti è destinato a durare. Mi preoccupa di più quello che sta accadendo al cinema. Alle sale cinematografiche. Quant’è che non ci mettete piede? Una vita. E’ che molte sono ancora chiuse, e le altre sono vuote e tristi. E’ normale durante una pandemia, direte, ma non è così scontato. Ci sono alcuni segnali su cui riflettere. Intanto quello che sta accadendo negli Stati Uniti: i cinema hanno riaperto (a parte New York e Los Angeles dove ci sono molte polemiche per questa prolungata chiusura); i grandi film di Hollywood sono arrivati, ma gli spettatori no.Il caso più clamoroso è Tenet, l’ultimo filmone di Christopher Nolan che in due settimane non ha raggiunto i 30 milioni di dollari di incassi. Spiccioli. Qualcuno ha obiettato che Tenet non è un film per tutti, ma l’impressione suffragata da diversi numeri, è che il pubblico non si senta ancora pronto a tornare in sala. Il fatto è che nel frattempo le persone non hanno affatto smesso di guardare film. Ma a casa: su Netflix, o Amazon Prime Video, o sulla Apple TV. Solo Netflix nei primi sei mesi dell’anno ha aggiunto 26 milioni di abbonati, una crescita definita “senza precedenti”, e ora sfiora quota 200 milioni di abbonamenti. Insomma, il cinema va avanti, sono le sale ad essersi piantate. In Italia i dati del box office sono ancora più netti.
Lo scorso anno di questi tempi il film più visto del weekend aveva incassato 5 milioni di euro, il numero uno di quest’anno è fermo a 600 mila. Quasi dieci volte in meno. Va detto che la pandemia è intervenuta su un settore che era già in crisi da tempo, i post intitolati “il cinema è morto” datano almeno da cinque anni fa e per fortuna era prematuri. Ma era da un po’ che  il cinema in sala cercava di resistere in vari modi alla concorrenza dello streaming a domicilio. Certo, il grande schermo è un’altra cosa, come ha generosamente twittato Tom Cruise andando alla prima del film di Nolan a Londra qualche settimana fa. Il grande schermo è un’altra cosa è proprio quello che diciamo dei giornali di carta rispetto ai siti web ma non li sta salvando.Che ne sarà delle sale cinematografiche quando tutto questo sarà finito? Non credo che faranno la fine delle cabine telefoniche, ma come per le edicole forse è venuto il momento di ripensarle. Se è vero che faremo i conti con il covid-19 almeno fino a primavera, per molti allora sarà trascorso più di un anno dall’ultima volta che sono entrati in un cinema. Non è un tempo così lungo da averne scordato il fascino, ma lo è abbastanza per aver cambiato abitudine. Meglio pensarci adesso.  


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