Lamorgese: ” Ascoltiamo gli studenti ma le loro proteste sono state infiltrate da centri sociali e anarchici”

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“I nostri giovani sono quelli che hanno sofferto di più in questi anni di pandemia, delle restrizioni, delle occasioni mancate. C’è anche questo alla base del loro malessere profondo non ascoltato dal mondo degli adulti. La morte inaccettabile del giovane Lorenzo Parelli ha fatto esplodere le proteste che esprimono anche la voglia di partecipazione di un mondo che ha sofferto ma  anarchici e centri sociali hanno provato a trasformare le manifestazioni in scontro fisico con la polizia”.

Così la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese nell’informativa al Senato sugli scontri verificatisi nelle manifestazioni degli studenti da Roma a Milano, da Napoli a Torino, convocate per protestare contro la morte di Lorenzo Parelli, il diciottenne studente rimasto schiacciato durante uno stage scuola-lavoro in un’azienda a Udine.

Nella prima manifestazione, quella convocata al Pantheon a Roma – ha detto la ministra – ” era emersa l’intenzione degli anarchici e dei centri sociali di trasformare la manifestazione in scontro fisico con la polizia”. “Nonostante più di un tentativo di mediazione e numerosi inviti a desistere, un gruppo dei manifestanti di Roma si è mosso in corteo staccandosi da piazza della Rotonda contravvenendo alle disposizioni fino a impattare con lo schieramento di polizia: l’intenzione di arrivare allo scontro era evidenziata dal travisamento dei volti di alcuni manifestanti”, ha spiegato Lamorgese.

“Le proteste giovanili  – ha aggiunto la titolare del Viminale – esprimono anche voglia di partecipazione di un mondo, quello giovanile, che durante la pandemia ha sofferto l’isolamento, sono un segnale di vitalità della nostra democrazia. Ma la democrazia ha delle regole dalle quali non si può prescindere. Serve il bilanciamento del diritto di manifestare e la tutela della salute pubblica”.

Gli scontri di Milano

Lamorgese ha così ricostruito gli scontri di Milano. “La manifestazione milanese era stata preannunciata in forma di presidio statico con 100 persone ma in realtà erano 300. Un’ora dopo l’inizio della manifestazione un corteo si è spostato verso la sede di Assolombarda dove 50 manifestanti cercavano di apririsi un varco entrando in contatto con la polizia con lancio di uova e accensione di fumogeni. Il protrarsi di questo ha portato a due brevi azioni di alleggerimento”

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