Lampedusa: sette migranti morti a bordo di un barcone, uccisi dall’ipotermia

Pubblicità
Pubblicità

In tre si erano spenti ancor prima che le motovedette della Guardia costiera raggiungessero il barcone su cui viaggiavano, altri quattro sono morti nonostante la corsa rapida dei mezzi per raggiungere l’isola. E tutti, secondo le prime ipotesi, sono morti di freddo.

Alle porte dell’Europa, una nuova strage. Sette persone sono morte nel tentativo di raggiungere Lampedusa, sette vite si sono spezzate nella speranza di poter declinare i verbi al futuro. Erano tutti uomini, tutti bengalesi, fuggiti da un Paese in cui il cambiamento climatico ha fatto alzare il livello del mare e mangiato le coste, divorato i terreni agricoli, provocando miseria, conflitti accesi per i pochi appezzamenti che rimangono, speculazioni. Ed ecco che per molti andare via è l’unica soluzione per sopravvivere.

Ci speravano anche i sette uomini che a vedere l’Europa non ci sono arrivati. Viaggiavano con altre 280 persone – molti bengalesi come loro, altri probabilmente in arrivo da Egitto e grande Maghreb – su un barcone intercettato a 24 miglia da Lampedusa dalle motovedette della Guardia costiera. Quando i soccorsi sono arrivati, attorno alle 3.30, per tre persone non c’era più nulla da fare. Altre quattro invece sono apparse subito in condizioni disperate. Perché sul Mediterraneo di notte si gela, giorni e giorni passati con i vestiti inzuppati dopo mesi, se non anni di prigionia, violenze, schiavitù in Libia, senza mangiare e bere possono essere fatali.

“Ancora una tragedia, ancora una volta piangiamo vittime innocenti – dice il sindaco di Lampedusa, Totò Martello – qui continuiamo a fare la nostra parte tra mille difficoltà, nonostante il governo italiano e l’Europa sembrano avere dimenticato Lampedusa ed i lampedusani. Ma non possiamo andare avanti da soli ancora per molto”.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source