L’appello di Se non ora quando: “Il nostro 8 marzo al fianco delle donne ucraine”

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“Noi vogliamo che l’Europa sia la terra della libertà delle donne: non solo libertà da tutte le oppressioni ma libertà di esprimere pienamente la propria umana differenza. E non accettiamo che, in questa nostra terra comune, prevalga la logica del più forte e dell’uso delle armi per risolvere i conflitti”. L’associazione Se non ora quando – Libere, il movimento femminista italiano, uno dei più importanti del mondo occidentale, guidato dalla regista Cristina Comencini, scende in campo al fianco delle donne ucraine.

E lo fa attraverso un appello. “Lo strumento della Nato va, perciò, ridefinito alla luce della costituzione di una forza di difesa dell’Unione europea, capace di sostenerne la comprovata missione di potenza civile. La sanguinosa invasione dell’Ucraina, decisa da Putin, ci rende sempre più persuase che per difendere i principi di pace non serva rifugiarsi nel pacifismo generico, confidando che altri ci penseranno. Oggi sentiamo che tocca a noi, anche alle donne, proteggerci, aiutando l’europea Ucraina a resistere alla inaudita aggressione”.

Il movimento femminista, con l’avvicinarsi della festa dell’8 marzo vuole far sentire la propria voce: “Ci appare più concreta la prospettiva che il nuovo profilo di un’Europa politicamente autonoma si basi sullo sviluppo della cittadinanza paritaria tra uomini e donne. Il trentennio che ci sta alle spalle, invece di inaugurare la “fine della storia”, è stato teatro, come ripete da tempo papa Francesco, di una guerra mondiale a pezzi. Andiamo verso questo 8 marzo al fianco delle donne ucraine, le loro vite intrecciate alle nostre: la loro dignità è la nostra dignità. La loro libertà è la nostra libertà. Sotto lo stesso cielo d’Europa”.

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