L’appello di Walter De Benedetto, paziente simbolo della lotta per la legalizzazione: “Cambiamo questo Paese”

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“Ho firmato i due quesiti con la speranza che cambi qualcosa. Bisogna adesso andare a votare e cambiare le cose in maniera civile”. Walter De Benedetto, malato gravemente di artrite reumatoide e diventato simbolo delle difficoltà dei pazienti in cura con cannabis terapeutica, racconta le sue sensazioni rispetto ai referendum su cannabis ed eutanasia. “Sono stufo che qualcuno paragoni l’erba alla droga”, spiega De Benedetto, che nel 2019 finì a processo per spaccio dopo che i carabinieri di Arezzo avevano trovato nella sua serra numerose piante di cannabis. “Quella che mi passava lo Stato non mi bastava e io – ricorda – ho cominciato a farmela da solo. Anche per trasgredire una legge che mi sembrava stupida”. Assolto, come da richiesta del pm, Walter ha proseguito la sua campagna di sensibilizzazione sul tema della cannabis con Meglio Legale. E sull’eutanasia è molto franco: “Se ci ho pensato? Certo, è normale, ma in passato. Quelli son pensieri che uno fa quando si sente finito. E io quei pensieri non li faccio più”.

Di Andrea Lattanzi

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