Larresto di Genovese il filo rosso degli stupri da Villa Inferno a Terrazza Sentimento

L’arresto di Genovese: il filo rosso degli stupri da Villa Inferno a Terrazza Sentimento

La Republica News
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Il filo che va da Villa Inferno a Terrazza Sentimento, dai colli bolognesi a piazza Santa Maria di Beltrade, è lungo e solido. Stessi rituali: reclutamento di giovanissime, festini, coca, stupri e videotape. E una ragazza, vittima allora 17enne nella villa dell’imprenditore Dario Bacci, testimone oggi 18enne nell’attico di Alberto Genovese. La chiameremo Giada, e quello che raccontò un mese fa agli investigatori (“Mi ha invitato due volte a scendere al piano di sotto, in camera da letto, per farmi fare una riga di cocaina, ma non mi ha proposto di fare altro”) oggi suona ancora più inquietante e simile ai verbali di quell’altro orrore. Giada pippò e basta, la sera del 10 ottobre. La prescelta per le sevizie del padrone di casa non era lei. Chissà se, e quante, ce ne sono state in passato.L’inchiesta della Squadra mobile guidata da Marco Calì, coordinata dal procuratore aggiunto Letizia Mannella e dal pm Rosaria Stagnaro, si allarga. Dopo il racconto – senza denuncia – di una seconda ragazza presente alla Terrazza Sentimento, di una violenza subita a Ibiza, in vacanza con Genovese e i suoi amici (tutti ospiti sul jet affittato dall’imprenditore), altre giovani hanno chiesto di essere sentite in questura. Spinte a raccontare nuove storie di abusi ai festini dopo l’arresto di Genovese per violenza sessuale, sequestro di persona e spaccio. Ragazze invitate ai party e che sarebbero poi finite nella sua stanza da letto, stordite con cocktail di cocaina, ketamina e “droga dello stupro”, e poi violentate con disumana crudeltà. Già una ventina di partecipanti alle serate sono state sentite, così come diversi soci e compagni di feste di Genovese. Gli specialisti della quarta sezione della Mobile, guidati dal commissario capo Achille Perone, hanno recuperato montagne di filmati dalle telecamere dell’attico, le più antiche dello scorso maggio.
La procura vuole poi verificare eventuali legami tra le feste e Hostess.it, l’agenzia di modelle di cui Genovese ha l’11,5 per cento. Un’altra delle sue invenzioni digitali, come “facile.it”, la start-up che lo fece ricco. Diverse ragazze reclutate dall’agenzia infatti avrebbero partecipato alle feste alla Terrazza Sentimento: esclusive, con accesso solo su invito e senza telefonini. Ma qualcosa, il 10 ottobre, è sfuggito: la prima segnalazione è partita dal cellulare di una ragazza in vetrina proprio su Hostess.it, tramite la app YouPol. Ma era un allarme generico: casino ad una festa. La 18enne vittima, che chiameremo Marta, era già introvabile. Generica era stata anche la telefonata del vicino di casa Roberto Bolle all’1.30. Schiamazzi, ancora una volta. I poliziotti si erano fermati davanti al cancello abusivo che sbarrava l’accesso al sesto piano, a parlare col buttafuori peruviano Javier Alberto V.M.. Abbassare, grazie. Era successo una decina di volte a partire dal luglio del 2017. Vicini, imprenditori, artisti, sfiancati dal rumore. L’étoile della Scala aveva presentato un esposto al commissariato Centro il 24 luglio 2019. Così come il console austriaco Clemens Mantl, disturbato nei suoi appartamenti di piazza San Sepolcro il 28 agosto. L’ultima segnalazione era del 5 ottobre. Ulteriore filone d’indagine è quello sull’approvvigionamento dello stupefacente. I poliziotti hanno trovato oltre 50 grammi di coca e trenta di sostanza liquida, custodita in una fiala denominata “Cookies gusto Gorilla Blue”, una forma molto potente di cannabis, rilassante e stordente.


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