Lavoratori pubblici, Zangrillo: “Rinnovare contratti”. 36mila nuovi posti nel 2022-2023. Smart working? “Può funzionare come nel privato”

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Rinnovare i contratti, potenziare gli organici, ridare ai lavoratori l’orgoglio di appartenenza, fare lo smart working come nel privato perché può funzionare. Il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, in audizione al Senato ha spiegato le linee programmatiche del suo ministero.

Rinnovo dei contratti, 35.900 assunzioni con il Pnrr

A cominciare dalla questione dei contratti. Zangrillo ha chiarito che il Governo intende rinnovare i contratti per la tornata 2022/2024 e potenziare gli organici, dato che la pubblica amministrazione (3.249.000 dipendenti) si è ridotta negli ultimi vent’anni di quasi 260.000 lavoratori. “A novembre abbiamo firmato i contratti per la scuola, la sanità e gli enti locali che aspettavano da molto tempo. Ora la sfida è guardare al prossimo ciclo di rinnovi 2022-2024”, ha spiegato alla Commissione. “Dal Mef abbiamo ottenuto un primo segnale di postare 1 miliardo di euro come vacanza contrattuale: non è tanto l’entità della cifra ma diamo una segnale per riavviare il confronto”. In parallelo, ha aggiunto, il governo intende potenziare gli organici, che negli ultimi vent’anni si sono ridotti di 260 mila persone. In due anni grazie al Pnrr sono previsti 36mila dipendenti in più nella pubblica amministrazione oltre a quelli assunti per il normale turn over.

In una intervista al Sole 24 Ore pubblicata questa mattina, lo stesso Zangrillo dettagliava alcuni dati sull’evoluzione degli organici della Pa: “Nel 2022 e 2023 avremo una crescita dei dipendenti pubblici. Sono sei i concorsi svolti per il Piano, con graduatorie gia’ pubblicate per un totale di circa 14 mila posti messi a bando, a tempo indeterminato e determinato. Un numero elevato, se si considera che, delle 175.100 nuove risorse per il 2022 e delle 174.800 per il 2023, 35.900 saranno di expansion demand, mentre le altre sono destinate al turn-over. La Pa non ha bisogno solo di numeri, ma di conoscenze e competenze, che vanno valorizzate al massimo”.

Pnrr, il nodo della concorrenza che mette a rischio gli obiettivi di dicembre

Obiettivi del Pnrr raggiunti

In Commissione ha poi spiegato che per quel che riguarda la Pa gli obiettivi del Pnrr sono raggiunti. “Al 30 giugno 2022 sono stati pienamente raggiunti e rendicontati alle scadenze previste tutti i target e le milestone relative alla pubblica amministrazione”. Anche “tutte le milestone al 31 dicembre sono state realizzate” e “pensiamo di poter anticipare di qualche settimana le milestone che scadono a metà dell’anno prossimo”, ha aggiunto il ministro spiegando che farà oggi stesso un aggiornamento col ministro Fitto. “Sono grato al ministro Brunetta per l’eccellente lavoro di progettazione portato avanti, ora bisogna trasformare le idee in realta”, ha conluso Zangrillo in riferimento al suo predecessore.

Al Senato ha inoltre annunciato che dal prossimo maggio tutte le procedure concorsuali saranno gestite attraverso il portale inPa della Pubblica amministrazione. “La prima riforma e’ quella del procedimento dei concorsi – ha detto – e’ un testo estremamente innovativo che prevede la completa digitalizzazione di tutte le procedure, dalla pubblicazione del bando solo online sul portale inPa, che sosituisce la vecchia Gazzetta Ufficiale, e poi per la presentazione della domanda e lo svolgimento delle procedure concorsuali”. “Non sono preoccupato dei furbetti del cartellino – ha detto sottolineando la necessità di prendersi cura del personale – ma dell’assenteismo intellettuale, di quelli che aspettano solo che finisca l’orario di lavoro”.

Zangrillo: “Gli statali saranno in smart working, ma misuriamo i risultati”

Smart working “può funzionare come nel privato”

Sul capitolo del lavoro agile, mentre il governo lavora alla proroga per i fragili e genitori di figli under 14, Zangrillo ha mantenuto la linea di apertura. La pubblica amministrazione – ha detto – non deve differire dalle altre organizzazioni sullo smart working. Nel 2022 i lavoratori agili nella Pa sono 570mila e saliranno nel 2023 fino a 680.000. “È sbagliato, partire dal presupposto che nella Pa il lavoro agile non possa funzionare – ha rimarcato – serve una rivoluzione culturale organizzativa e la definizione, da parte di ciascuna amministrazione, di interventi finalizzati a rendere il lavoro agile pienamente efficace, senza pregiudicare i servizi erogati”.

“Si tratta, infatti di uno strumento di lavoro importante, potenzialmente capace di innovare il lavoro pubblico; occorre valutarlo e utilizzarlo, naturalmente cambiando i presupposti di lavoro. Si tratta di organizzarsi e di fare le cose seriamente”, “Dobbiamo passare, a livello diffuso, da una logica di controllo a quella della responsabilità dei risultati e alla loro misurazione: la misurazione della performance non deve essere un tabù, ma anzi bisogna misurare per valutare e valutare per migliorare”. È per questo che nel nuovo Codice di comportamento dei dipendenti pubblici, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 1° dicembre viene sottolineato il ruolo del dirigente, chiamato alla misurazione della performance dei dipendenti anche sulla base del raggiungimento dei risultati e del loro comportamento organizzativo e nei cui confronti dovrà favorirne le occasioni di formazione e le opportunità di crescita professionale. Il Codice, inoltre, sottolinea il ministro – “interviene stabilendo il divieto di discriminazione basato sulle condizioni personali del dipendente, quali ad esempio orientamento sessuale, genere, disabilità, etnia e religione; aggiungendo, anche, che le condotte personali dei dipendenti realizzate attraverso l’utilizzo dei social media non debbano in alcun modo essere riconducibili all’amministrazione di appartenenza o lederne l’immagine ed il decoro. Si tratta di temi interconnessi e di una nuova strategia manageriale che la pubblica amministrazione deve far propria al più presto”.

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